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BORSE/ Europa in rosso, male le banche. Spread sopra quota 520

Pubblicazione:lunedì 23 luglio 2012

Uno sportello di Intesa San Paolo (Infophoto) Uno sportello di Intesa San Paolo (Infophoto)

BORSA E SPREAD 23 LUGLIO 2012 Borse europee, apertura in rosso. Dopo il venerdì nero in cui Madrid era arrivata a perdere quasi il 6% in chiusura, la settimana si riapre male: sui mercati azionari Milano apre perdendo il 2,8% e ora è scesa al -3,4%, mentre il listino iberico, dopo aver aperto perdendo il 2,6%, ora è già oltre il -4%. Male anche Londra e Parigi (entrambe -1,5%). A pesare sui mercati sono ancora una volta i timori legati alla Grecia, ma si aggiungono le indicazioni arrivate nell'afterhour dalla Cina, dove la banca centrale ha stimato un rallentamento del passo dell'economia della Repubblica popolare. E intanto l’euro è sceso oltre la soglia psicologica del 1,21 sul dollaro. È la prima volta che accade dal giugno 2010.

A precipitare in rosso basso Piazza Affari sono anche oggi i titoli bancari. Alle prime sei posizioni dei peggiori ribassi ci sono sei istituti di credito: Banco Popolare (-6,42%), Mediobanca (-6,22%), Ubibanca (-5,66%), Monte dei Paschi (-5,02%), Unicredit (-5,01%), San Paolo (4,69%) e Banca popolare di Milano (4,27%). Male anche A2A (-4,54%) e Generali (-4,07%). Insieme con Telecom, Enel, Fiat, Eni e A2A, i bancari sono anche i titoli più scambiati.

Mentre traballano i titoli delle banche, peggiora la capacità delle imprese italiane del terziario di far fronte al proprio fabbisogno finanziario nel secondo trimestre del 2012: infatti, complessivamente, quasi il 65% delle imprese ha avuto difficoltà a fronteggiare autonomamente le proprie esigenze, quando non ci è riuscita affatto; e una sola impresa su cinque si è rivolta alle banche per chiedere un finanziamento. I dati sono dell'Osservatorio sul credito per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel secondo trimestre del 2012 realizzato da Confcommercio-Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Ricerche. Delle imprese che si sono rivolte alle banche il 38,5% ha ottenuto il credito con ammontare pari o superiore alla richiesta, ma una quota non molto dissimile (circa il 36%) non si è vista soddisfare le proprie richieste (percentuale che sale al 50% per le imprese del Centro e Sud Italia).

Intanto, mentre Monti è in Russia, Intesa San Paolo ha siglato una joint venture da 300 milioni di euro in private equity con la russa Gazprombank.


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