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Economia e Finanza

BORSE/ Europa in rosso, male le banche. Spread sopra quota 520

I listini del Vecchio continente aprono con segno meno: in rosso tutti i titoli bancari italiani mentre Intesa San Paolo chiude una joint venture con Gazprombank da 300 milioni

Uno sportello di Intesa San Paolo (Infophoto)Uno sportello di Intesa San Paolo (Infophoto)

Borse europee, apertura in rosso. Dopo il venerdì nero in cui Madrid era arrivata a perdere quasi il 6% in chiusura, la settimana si riapre male: sui mercati azionari Milano apre perdendo il 2,8% e ora è scesa al -3,4%, mentre il listino iberico, dopo aver aperto perdendo il 2,6%, ora è già oltre il -4%. Male anche Londra e Parigi (entrambe -1,5%). A pesare sui mercati sono ancora una volta i timori legati alla Grecia, ma si aggiungono le indicazioni arrivate nell'afterhour dalla Cina, dove la banca centrale ha stimato un rallentamento del passo dell'economia della Repubblica popolare. E intanto l’euro è sceso oltre la soglia psicologica del 1,21 sul dollaro. È la prima volta che accade dal giugno 2010.

A precipitare in rosso basso Piazza Affari sono anche oggi i titoli bancari. Alle prime sei posizioni dei peggiori ribassi ci sono sei istituti di credito: Banco Popolare (-6,42%), Mediobanca (-6,22%), Ubibanca (-5,66%), Monte dei Paschi (-5,02%), Unicredit (-5,01%), San Paolo (4,69%) e Banca popolare di Milano (4,27%). Male anche A2A (-4,54%) e Generali (-4,07%). Insieme con Telecom, Enel, Fiat, Eni e A2A, i bancari sono anche i titoli più scambiati.

Mentre traballano i titoli delle banche, peggiora la capacità delle imprese italiane del terziario di far fronte al proprio fabbisogno finanziario nel secondo trimestre del 2012: infatti, complessivamente, quasi il 65% delle imprese ha avuto difficoltà a fronteggiare autonomamente le proprie esigenze, quando non ci è riuscita affatto; e una sola impresa su cinque si è rivolta alle banche per chiedere un finanziamento. I dati sono dell'Osservatorio sul credito per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel secondo trimestre del 2012 realizzato da Confcommercio-Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Ricerche. Delle imprese che si sono rivolte alle banche il 38,5% ha ottenuto il credito con ammontare pari o superiore alla richiesta, ma una quota non molto dissimile (circa il 36%) non si è vista soddisfare le proprie richieste (percentuale che sale al 50% per le imprese del Centro e Sud Italia).

Intanto, mentre Monti è in Russia, Intesa San Paolo ha siglato una joint venture da 300 milioni di euro in private equity con la russa Gazprombank.