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ALLARME SPREAD/ Passera: necessario l'intervento dell'Europa

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Allarme spread, borse che crollano, mercati stravolti. In questa situazione è intervenuto il ministro dello sviluppo economico Passera: ci vuole un intervento dell'Unione europea, ha detto. Di fatto, si tratta di un vero e proprio appello che lanciano Roma, Madrid e Parigi al fine di attuare le misure concordate allo scorso vertice di fine giugno. Passera è evidentemente preoccupato e dice ha chiare lettere che non c'è più tempo, l'Europa è ora che dia un chiaro segnale. Lo scopo, per Passera, è cercare di frenare la corsa impazzita dello spread che ha toccato punte altissime, come i 533 punti. E dalla Spagna arriva il grido di aiuto della Catalogna che chiede allo Stato centrale spagnolo di essere salvata. Richiesta che era già stata fatta in precedenza pochi giorni fa dalla regione autonoma di Valencia. La Catalogna però, dopo quella di Madrid, è la seconda regione spagnola per importanza economica e la sua crisi appare preoccupante. Tornando alla richiesta di Italia, Francia e Spagna, si chiede che si metta in pratica quello scudo anti spread che era stato ideato proprio dal nostro Paese e di procedere alla ricapitalizzazioni delle banche direttamente dal futuro fondo salva stati permanente. Domani intanto i leader della maggioranza si incontreranno con il capo del governo per un vertice urgente con a tema la gestione della crisi che si è abbattuta sui mercati finanziari in questi ultimi giorni. Alle 9 e 30 Mario Monti incontrerà Bersani e alle 15 Alfano. Tra l'altro le Borse europee nonostante tutto stanno segnalando un andamento che è senz'altro migliore di quello di Piazza Affari, la peggiore di tutto. Anche Madrid ha dato segni di ripresa mentre Francoforte è in rialzo. E anche Wall Street ha aperto male, certamente spaventata dalle notizie che arrivano dall'Europa. Wall Street vede il segno negativo sui tre principali listini. L'indice Richmond Fed che misura l'attività manifatturiera a luglio è peggiorato a -17 punti, da -1 punto di giugno. Notizie non certamente migliori arrivano poi dai mercati asiatici.



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