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BORSA & SPREAD/ L'attacco di Ferragosto è già cominciato...

Pubblicazione:martedì 24 luglio 2012

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Come se questo non bastasse, poi, sempre venerdì l’agenzia di rating indipendente Egan-Jones ha tagliato la valutazione sul debito iberico da CC+ a CCC+, sentenziando che Madrid non tornerà a crescere prima del 2014. Dalle sale operative non hanno dubbi: a far infiammare i mercati sono stati un effetto psicologico e uno meramente matematico. Il primo si sostanzia nel fatto che la Spagna, oramai, non può più mentire o edulcorare la realtà: prima si ammette candidamente che senza gli acquisti della Bce, il Paese sarebbe già fallito e poi, pochi istanti dopo il sì agli aiuti, la Comunidad Valencia ha chiesto il salvataggio allo Stato centrale usando, prima fra le regioni autonome, il nuovo strumento ideato da Madrid per fornire liquidità agli enti locali.

La decisione si è resa necessaria «per fare fronte alle scadenze di debito del 2012». Secondo il meccanismo ideato nell’ultimo consiglio dei ministri, i governi locali potranno attingere risorse da un fondo da 18 miliardi di euro, ma in contropartita dovranno sottostare a una serie di impegni e sanzioni sulla falsariga di quelli europei. Un giorno ed ecco che la Murcia comunica al mondo che sarà la seconda comunità autonoma spagnola a chiedere il salvataggio al governo centrale. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Ramon Luis Valcarcel (Pp) in un’intervista al quotidiano locale La Opinion: «Certo che lo chiederemo e speriamo che sia disponibile a settembre», ha affermato. La Murcia avrà bisogno, secondo le stime del governo regionale, di un massimo di 300 milioni di euro, che spera di ottenere usando il nuovo strumento ideato da Madrid per fornire liquidità agli enti locali. Secondo El Pais, saranno sei in tutto le regioni che chiederanno il salvataggio. Insomma, il Re è nudo.

Il secondo effetto si basa sulle criticità che quanto deciso a Bruxelles porta con sé, sia a livello operativo, sia a livello di capacità di intervento. Primo, perché dai dettagli emersi dall’Eurogruppo si evincerebbe che nella bad bank spagnola, destinata a ripulire il sistema, sarebbero inclusi anche gli assets deteriorati non legati al settore real-estate, ampliando quindi la platea a fronte del denaro offerto dall’Ue e che la stessa applicherà valutazioni economiche di “lungo termine reale”, facendo quindi diminuire la possibilità di alterare i bilanci. Al netto del fatto che la Spagna stia già soppesando la possibilità di imporre perdite ai detentori di debito bancario junior, poi, ciò che i mercati non hanno digerito è la vaghezza che ha ammantato ogni dichiarazione spagnola rispetto alle reali necessità di rifinanziamento dei propri istituti, fissata in maniera un po’ nebulosa a un massimo di 62 miliardi di euro.

Con il piano di aiuti messo in campo dall’Ue, di per sé ridicolo, unito ai costi di finanziamento del debito sul mercato primario e secondario in aumento, la ratio debito/Pil della Spagna passerà infatti dal 94% del 2013 al 112% del 2015, al netto di un dato di crescita sul triennio che offre miglioramenti solo frazionali. E c’è di più: la Spagna non ha solo un problema legato al settore bancario, ma anche sovrano, inestricabilmente unito. I costi di finanziamento statale per i prossimi tre anni sono di 548 miliardi di euro, questo dovendo al tempo stesso stimolare la crescita di fatto senza spesa e mettendo sotto stretto controllo il disfunzionale debito regionale, vista anche la richiesta di aiuti di Valencia.


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COMMENTI
24/07/2012 - fare l europa per fermare la cina (p simon)

dal mio punto di vista questa crisi secondo me assolutamente pilotata e volutamente portata avanti è un bel modo per mettere in condizione tutti i parlamenti d europa a cedere sovranità facendo si ke portando sull orlo del baratro gli "stati deboli"si possa andare a ricattare stati più forti come la germania.si entrerà in una depressione a livello mondiale e a quel punto l unica estrema soluzione per noi sara proprio quella di fare gli "stati uniti d europa" il che per i mercati finanziari sarà come avere un oasi in mezzo al deserto.nel frattempo la cina si sarà praticamente fermata e inizierà ad avere molti problemi a livello civile con molte rivolte e insurrezioni da parte della popolazione.Tutto questo farà si che la massa monetaria che orbita intorno alla cina "ritorni a casa"per modo di dire,perchè a quel punto la cina sarà molto instabile mentre gli "stati uniti d europa"verranno visti come la svolta.Il tutto comporterà molti sacrifici umani in nome del denaro.assurdo.

 
24/07/2012 - Nazionalizzazione (J B)

Condivido in pieno. E' inutile raccontarsi balle: il debito italiano è assolutamente incontrollabile. E così i maggiori paesi occidentali. Non se ne esce. Lei conosce zerohedge e sicuramente non le saranno sfuggiti certi articoli di Mark Grant dove fa un analisi accurata del vero debito/pil di molti stati. QUINDI: default (per me di almeno il 50% del debito), nazionalizzazione di banche e assicurazioni provvisoria (azzeramento azioni, haircut pesante sulle obbligazioni, azzeramento dei cda) e a mio avviso anche nazionalizzazione delle industrie strategiche del paese. Enel deve ridurre i suoi costi e le sue tariffe. Le accise sui carburanti vanno eliminate. Le imposte ridotte ad 1/3 del reddito. I costi della politica e dello stato tagliati senza pietà, MA senza vendere gli immobili o i nostri gioielli di aziende come fa Monti. A me che sono libertario è un programma che fa schifo! Ma non vedo uscite. NON CONCORDO con lei su misure protezionistiche che invece non servono a nulla. La libertà di scambio di merci, servizi, capitali e circolazione delle persone è la più grande conquista che abbiamo ottenuto in Europa. Privarcene lascerebbe largo a nuovi pericolosissimi nazionalismi. INFINE, rimonetizzerei oro e argento al fianco delle monete di carta o dell'euro. E vendiamo cosa la gente sceglie...