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BORSA & SPREAD/ L'attacco di Ferragosto è già cominciato...

Pubblicazione:martedì 24 luglio 2012

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I regolatori italiani e spagnoli sono fuori di testa. Ieri, nel pieno di un attacco speculativo che prima dell’ora di pranzo vedeva sia Piazza Affari che la Borsa di Madrid in calo del 5%, cosa decidono di fare? Un bel bando sulle vendite allo scoperto, esattamente come nell’estate dello scorso anno! E cosa ottennero come risultato allora? Nulla, se non aumentare il panico, basti vedere le performance dei titoli bancari nel periodo di divieto dello short selling. Ok, molti analisti danno ormai per certa una terza asta Ltro, visto che ieri il rendimento del Bonos spagnolo a 10 anni flirtava con la soglia di non ritorno del 7,5%, ma anche in questo caso cosa hanno ottenuto le aste della Bce? Subordinazione e abbraccio mortale tra debito sovrano e settore bancario.

L’attacco temuto per Ferragosto è già partito, per il semplice fatto che i mercati hanno visto sia Italia che Spagna con la guardia abbassata: ma come, io ti attacco e tu invece di reagire vieti le vendite allo scoperto, segnale chiaro che sei terrorizzato? Quale è stato ieri l’effetto di questo annuncio? Da -5% a -2,65%, salvo scivolare a -4% già alle 14:30 e restare in area -3%: mai sentito parlare di derivati ibridi e opzioni? La vendita allo scoperto non è mica l’unica strategia a disposizione di chi specula, è solo la più semplice e funzionale: detto fatto, abbiamo detto al mondo che non abbiamo la minima idea di come reagire, il tutto per evitare un tracollo e goderci solo un bel calo consistente. È stato così ieri, ma quanto durerà l’effetto placebo? Complimentoni, tanto vale chiudere la Borsa e aspettare che Deutsche Bank si rimangi la promessa e si compri Unicredit a prezzo di saldo facendo valere le opzioni di Fondo Pamplona.

D’altronde, il crollo di ieri è conseguenza diretta di quello di venerdì, reso possibile dalle parole di un politico spagnolo, capace di trasformare il sì dell’Eurogruppo al prestito per le banche spagnole in un pannicello caldo. Il ministro delle Finanze spagnolo, Crsitobal Montoro, ha ammesso en plein air che senza la Bce il Paese sarebbe già fallito: secondo voi, uno che detiene debito spagnolo o titoli di banche iberiche che fa, compra? E chi invece li sta shortando entrambi, che fa, chiude la posizione? Ma non basta. Dopo questa uscita degna del club dei suicidi, ha partorito un’altra idea geniale: una tassa del 56% sulle transazioni finanziarie di breve termine. Ovvero, un’arma di distruzione di massa della liquidità, roba degna del governo Chavez. Detto fatto, le aziende straniere già su tutte le furie per l’aumento dell’Iva, minacciano di lasciare la Spagna in massa.

Anche perché, cari lettori, non si può fare i rigoristi con il portafoglio degli altri: sapete infatti qual è l’unico settore che ha visto un abbassamento dell’Iva? Il già ampiamente sussidiato settore delle energie rinnovabili, il cui leader iberico incontrastato è Ricardo Martinez Rio, casualmente anche segretario di Stato per le Finanze. In Spagna non si è capito che lo sbilanciamento della politica di rigore verso la creazione di nuovo gettito fiscale attraverso le tasse invece che con una seria politica di tagli porta solo un aggravamento della crisi, non la soluzione: su 65 miliardi di aggiustamento, 38 sono infatti di gettito fiscale e solo 27 frutto di tagli. Sapete quanti posti di lavoro per dipendenti pubblici sono stati creati dalle varie regioni spagnole negli ultimi 10 anni? 427mila e il presidente delle Generalitat, Artur Mas, ha già minacciato il governo di fuoco e fiamme se verranno toccati: altro che regione Sicilia!


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COMMENTI
24/07/2012 - fare l europa per fermare la cina (p simon)

dal mio punto di vista questa crisi secondo me assolutamente pilotata e volutamente portata avanti è un bel modo per mettere in condizione tutti i parlamenti d europa a cedere sovranità facendo si ke portando sull orlo del baratro gli "stati deboli"si possa andare a ricattare stati più forti come la germania.si entrerà in una depressione a livello mondiale e a quel punto l unica estrema soluzione per noi sara proprio quella di fare gli "stati uniti d europa" il che per i mercati finanziari sarà come avere un oasi in mezzo al deserto.nel frattempo la cina si sarà praticamente fermata e inizierà ad avere molti problemi a livello civile con molte rivolte e insurrezioni da parte della popolazione.Tutto questo farà si che la massa monetaria che orbita intorno alla cina "ritorni a casa"per modo di dire,perchè a quel punto la cina sarà molto instabile mentre gli "stati uniti d europa"verranno visti come la svolta.Il tutto comporterà molti sacrifici umani in nome del denaro.assurdo.

 
24/07/2012 - Nazionalizzazione (J B)

Condivido in pieno. E' inutile raccontarsi balle: il debito italiano è assolutamente incontrollabile. E così i maggiori paesi occidentali. Non se ne esce. Lei conosce zerohedge e sicuramente non le saranno sfuggiti certi articoli di Mark Grant dove fa un analisi accurata del vero debito/pil di molti stati. QUINDI: default (per me di almeno il 50% del debito), nazionalizzazione di banche e assicurazioni provvisoria (azzeramento azioni, haircut pesante sulle obbligazioni, azzeramento dei cda) e a mio avviso anche nazionalizzazione delle industrie strategiche del paese. Enel deve ridurre i suoi costi e le sue tariffe. Le accise sui carburanti vanno eliminate. Le imposte ridotte ad 1/3 del reddito. I costi della politica e dello stato tagliati senza pietà, MA senza vendere gli immobili o i nostri gioielli di aziende come fa Monti. A me che sono libertario è un programma che fa schifo! Ma non vedo uscite. NON CONCORDO con lei su misure protezionistiche che invece non servono a nulla. La libertà di scambio di merci, servizi, capitali e circolazione delle persone è la più grande conquista che abbiamo ottenuto in Europa. Privarcene lascerebbe largo a nuovi pericolosissimi nazionalismi. INFINE, rimonetizzerei oro e argento al fianco delle monete di carta o dell'euro. E vendiamo cosa la gente sceglie...