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DL SVILUPPO/ Governo pone la fiducia, domani il voto alla Camera

Questa mattina il Governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto legge che contiene le misure urgenti per lo sviluppo e la crescita. Lo ha annunciato il ministro Pietro Giarda

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Questa mattina il Governo ha posto la fiducia alla Camera sul decreto legge che contiene le misure urgenti per lo sviluppo e la crescita. “A nome del Governo pongo la questione di fiducia sul dl sviluppo nel nuovo testo approvato dalle commissioni”, ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Pietro Giarda.  La conferenza dei capigruppo ha poi stabilito che la votazione avrà inizio domani a partire dalle 10.10, mentre le dichiarazioni di voto prenderanno il via dalle 8.30. Il voto finale è invece atteso in serata, intorno alle 20, preceduto dalle dichiarazioni di voto trasmesse in diretta tv. La decisione del governo di porre la fiducia è stata però fortemente criticata in aula dai rappresentanti della Lega Nord e dell'Idv, secondo cui in questo modo il Parlamento viene privato delle proprie funzioni. Dopo la protesta il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sospeso i lavori in aula: “È una questione assai complessa e antica”, ha precisato, convocando poi la conferenza dei capigruppo che ha deciso i tempi per il voto di fiducia. “Sono considerazioni già fatte in altra occasione – ha spiegato ancora Fini - che nulla tolgono al senso, che mi è ben chiaro, degli interventi degli onorevoli Fugati e Evangelisti" che recentemente avevano parlato a nome della Lega e dell'Idv. Domani, come detto, alle 8.30 si terranno le dichiarazioni di voto mentre alle 10.10 inizieranno le operazioni di voto. Alle 18.15, invece, si svolgerà la commemorazione delle vittime dell'attentato terroristico alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Infine, intorno alle ore 20, è prevista la fase finale del voto di fiducia sul decreto sviluppo. La Conferenza dei capigruppo ha poi annunciato che a seguito del voto di fiducia si tornerà a discutere di spending review, tema che ha spinto questa mattina alcune centinaia di sindaci a darsi appuntamento in piazza Sant'Andrea della Valle, vicino al Senato, per protestare contro i tagli previsti dal decreto. “Armati” di fascia tricolore e fischietti i primi cittadini si oppongono così alla sforbiciata che colpisce i comuni, ma anche contro la chiusura dei piccoli tribunali. “Basta con i tagli lineari. E' ora di premiare la virtuosità degli amministratori e degli enti locali che dimostrano di gestire bene le risorse pubbliche.