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FINANZA/ Il "messaggio in codice" di Moody's alla Germania

Pubblicazione:martedì 24 luglio 2012

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MOODY'S CAMBIA L'OUTLOOK PER GERMANIA, OLANDA E LUSSEMBURGO Moody’s ha abbassato le prospettive di Germania, Olanda e Lussemburgo da “stabili” a “negative”. Tre dei quattro Stati dell’Eurozona ancora con la tripla A rischiano un abbassamento del rating, mentre a rimanere sicura è soltanto la Finlandia. Un segno dei pericoli sempre più gravi che si corrono in seguito alle turbolenze finanziarie nell’area euro. Lo documenta anche il fatto che il consiglio dei governatori della Bce starebbe pensando di adottare il modello della Fed, introducendo politiche di “quantitative easing” che consistono nell’immissione di nuova moneta sui mercati per facilitare le condizioni di credito. Ilsussidiario.net ha chiesto a Emilio Colombo, professore di Economia internazionale all’Università Bicocca di Milano, di commentare gli scenari che si aprono per l’Eurozona.

L’abbassamento da parte di Moody’s può cambiare qualcosa nella politica di rigore del governo tedesco?

Dipende dal modo in cui a Berlino sarà letta l’indicazione dell’agenzia di rating. Da un lato, potrebbe essere interpretata come un segno del fatto che se non ci fossero i Paesi periferici la Germania starebbe meglio. Dall’altra, potrebbe essere vista come il campanello d’allarme che se tirano troppo la corda finiscono per bruciarsi anche loro. Io sono convinto che la lettura giusta sia la seconda.

Perché ne è certo?

L’outlook della Germania è stato ridotto perché c’è il rischio che ci sia una disgregazione dell’area dell’euro, e Berlino ne avrebbe da soffrire tanto quanto Grecia e Spagna. Questa eventualità non conviene a nessuno, tantomeno ai tedeschi, e quindi Moody’s ha abbassato le prospettive di Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Quali conseguenze dovrebbero trarne a Berlino?

La Germania deve capire che è giusto insistere sulla linea del rigore, ma occorre farlo in modo sostenibile. Se i Paesi impegnati con i tagli non sono posti di fronte a un percorso realizzabile, l’austerity non porta a dei reali benefici e finisce per minare la stabilità dell’intero sistema. L’Italia ha messo in atto diverse riforme che ci sono costate sacrifici, ma lo spread a 500 punti base ne inficia totalmente i possibili vantaggi, in quanto nel lungo termine ci porta a pagare interessi non sostenibili. Se il cancelliere tedesco, Angela Merkel, desidera che l’Italia prosegua sulla via delle riforme deve permetterle di essere nelle condizioni perché ciò avvenga.

In che modo?


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