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FINANZA/ Forte: ecco perché i mercati hanno preso di mira l’Italia

Pubblicazione:mercoledì 25 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 luglio 2012, 10.21

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Le notizie che arrivano dai mercati sono sempre le stesse, come quelle di lunedì e di venerdì scorso. Cupe, negative, scontate nel loro progressivo peggioramento. La musica non cambia affatto e si è ancora in attesa del “generale agosto”, quando i mercati diventano, in gergo, “sottili” e quindi la volatilità aumenta lasciando alla speculazione di fare il suo mestiere. Di nuovo Madrid e Milano sono le piazze più penalizzate. Se la Spagna ha ormai uno spread che raggiunge livelli inquietanti, di autentico pericolo, e deve pagare un rendimento per i Bonos del 7,55%, l’Italia è su una brutta strada. Il livello dell’indice principale della Borsa di piazza Affari, il Ftse Mib, è sotto i 12.500 punti, cioè è ritornato ai valori del marzo del 2009. E il famoso spread, per cui si era chiamato, a novembre scorso, il super- tecnico Mario Monti, affinché risolvesse la questione con le sue grandi competenze, è arrivato lentamente ma implacabilmente a 536 punti. In questi giorni il Btp decennale ha un rendimento superiore al 6,5%. Con la sua indefessa marcia a colpi di tasse sui cittadini italiani, quelli con il reddito ben chiaro alla fonte, il professor Monti e il suo “governo dei tecnici” sta raggiungendo l’exploit di Silvio Berlusconi, del suo governo “poco credibile” e della “corte dei miracoli” che gli stava intorno.

Di fronte a questo scenario, ascoltiamo il professor Francesco Forte, economista, che mastica bene, e da lungo tempo, finanza pubblica e politica, con un’esperienza di ministro delle Finanze alle spalle.

 

Professor Forte perché vengono prese di mira soprattutto l’Italia e la Spagna? La Francia ha ridotto il suo spread, sceso sotto i 100 punti. Ma l’Irlanda, che è stata salvata, e il Belgio, che ha un debito pubblico superiore al 100% del Pil, hanno uno spread inferiore a Italia e Spagna.

 

Per l’Italia ci sono due problemi, a cui ritengo abbia contribuito l’azione di questo governo. I mercati sanno annusare bene le situazioni dei Paesi e considerano la crescita uno degli elementi principali, oltre ad altri fattori. Perché è anche dalla crescita che dipende poi la stabilità economica, sociale e politica. Noi siamo in recessione, siamo arrivati alla decrescita. Perché affidarsi quindi all’Italia? Perché credere in un Paese come l’Italia che non cresce affatto e soprattutto è frastornato da una cura d’austerità impressionante? Questo è solo il primo punto della questione.

 

E il secondo qual è?

 

Non so proprio chi abbia messo in giro, o lo abbia fatto filtrare sui media, il piano di risanamento che prevederebbe una riduzione del debito fino al 115% del Pil. Un esercizio utopico, a cui i mercati non solo non danno credibilità, ma assegnano un giudizio di scarsa professionalità. Che cosa leggono i mercati in questo piano di risanamento? Un’aspettativa di crescita, basata non si sa bene su che cosa, dato che non sta crescendo nulla. Per la Spagna il problema è diverso.

 

In che senso?


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COMMENTI
25/07/2012 - Con il governo Monti falliremo sicuramente (Carlo Cerofolini)

E' chiaro che l'Italia - anche se la Bce potesse battere moneta - non può pensare di risalire la china ma anzi con il governo Monti è condannata al fallimento visto che sa solo deprimere l'economia - tassando sempre di più e non comprimendo l'ipertrofica spesa pubblica (il contrario di quello che dovrebbe fare) - e sottoscrivere improvvidamente iugulatori diktat Ue, dettati dai tedeschi,come il fiscal compact o il pareggio di bilancio in Costituzione senza dichiarare che questo avverrà senza aumentare la pressione fiscale, che come detto invece è da ridurre drasticamente. Stando così le cose e visto poi come è ridotta la politica in Italia (male)la nostra unica speranza è l'imprevisto, che potrebbe essere anche l'implosione dell'area euro. Ex malo bonum?