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SPREAD/ 1. Le 6 "carte" di Draghi per salvare l’Italia (e l’euro)

Paesi come Italia e Spagna appaiono in grossa difficoltà e sembra che solamente la Banca centrale europea possa risolvere la situazione. STEFANO CINGOLANI ci spiega come

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Un grido di dolore e di speranza si leva dai paesi in difficoltà: “Solo la Bce ci può salvare”. Ma come? Si sta formando un ampio consenso in Italia, in Spagna, ma anche in Francia, attorno a uno schema che vede in primo piano la Banca centrale europea. Perché spetta a lei dare il la. Il dibattito si estende fino a prefigurare un organico intervento di emergenza per fermare la speculazione, dimostrare che l’euro c’è, acquistare il tempo necessario affinché le politiche di rigore producano gli effetti desiderati.

Ciò non basta a contrastare la recessione che ormai investe l’intera Europa; occorre infatti mettere in moto una politica di reflazione (cioè il contrario della deflazione), in sostanza un sostegno alla domanda di consumi e investimenti che parta dai paesi con attivi nel bilancio pubblico e nei conti con l’estero, a cominciare dalla Germania. Ma la terapia d’urto ha la priorità, anzi è la premessa senza la quale l’organismo, in preda a convulsioni sempre più incontrollate, non è in grado di assorbire la cura ricostituente.

La soluzione più radicale è stampare moneta e acquistare direttamente, sul mercato primario, i titoli di stato dei paesi in difficoltà. In fondo, la banca centrale esiste per emettere la moneta unica e sostenerla. Sui biglietti c’è solo una firma oggi, quella di Mario Draghi. La stabilità dei prezzi sotto un tetto del 2% di aumento annuo è il mandato primo della Bce e la condizione per dare solidità all’euro. Questo obiettivo è stato realizzato ormai da un decennio. Eppure, l’euro è diventato instabile per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la quantità di moneta emessa e con l’inflazione. Dunque, Mario Draghi deve intervenire con tutti gli strumenti adeguati ad affrontare le altre cause di instabilità finanziaria: la sfiducia dei mercati, vere e proprie manovre speculative, l’inaridirsi delle fonti bancarie e il rischio che una crisi di liquidità si trasformi in crisi di solvibilità.

Il ragionamento è coerente, ma si scontra con l’opposizione della Bundesbank e dell’ortodossia tedesca, la quale stenta ancora a prendere atto del fatto che l’equazione lineare tra quantità di moneta e prezzi non funziona più nelle condizioni attuali. Insomma, la crisi ha messo in discussione il teorema di Milton Friedman come ha spiegato Francesco Papadia, ex direttore generale per le operazioni di mercato alla Bce, in una intervista sull’ultimo numero di Panorama. Ma restiamo vittime delle idee del passato.


COMMENTI
25/07/2012 - Italia stritolata (Carlo Cerofolini)

Certo se la Bce non potrà battere moneta come la Fed Usa, l'euro imploderà rapidamente. Ciò premesso quand'anche però la Bce fosse messa in condizioni di farlo, il problema è che nel frattempo l'economia italiana sarà messa al tappeto, dato che, tra l'altro, abbiamo una pressione fiscale impossibile (dal 55% al 70% circa) ed una spesa pubblica, piena di sprechi, insostenibile (700 miliardi anno = 50% circa Pil) e chiaramente se entrambi questi dati non vengono riportati rapidamente al 35% è impossibile risalire la china. Se poi a tutto questo ci aggiungiamo tutti i provvedimenti affossa Italia di Monti & Co. ed il funesto fiscal compact - sottoscritto, improvvidamente, sotto dettatura germanica - che ci costerà 40-50 miliardi anno per venti anni, pena sanzioni draconiane, ben si capisce come l'Italia non ne può uscire che stritolata. Usque tandem....