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DALLA GERMANIA/ Quattro "pallottole" contro l’Italia

Pubblicazione:giovedì 26 luglio 2012

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Dalla differente percezione allora espressa su Moody’s alla politica economica dell’Italia (argomento di cui si preferirebbe non parlare) il passo è breve. Non si sa se lo si debba attribuire a qualche vecchia ruggine degli anni in cui Mario Monti era Commissario europeo, ma, parlando tra colleghi sia al CESifo, sia all’Università Tecnica di Monaco, il giudizio sul Governo guidato dal Professore appare molto meno positivo di quanto non dicano i comunicati ufficiali emessi in occasione di incontri “bilaterali” a Roma o a Berlino. Queste le critiche:

- Il Governo ha solo un alone tecnico, ma in sostanza è l’alibi di una “mini-coalizione” che lo tira da una parte all’altra e lo fa restare immobile. In pratica, l’esecutivo non avrebbe dovuto mandare Ministri e Sottosegretari a negoziare i singoli provvedimenti, ma presentarli avvertendo che in mancanza di approvazione se ne sarebbe tornato a casa e sarebbero state indette elezioni. Le troppo evidenti ambizioni politiche del Presidente del Consiglio, di Ministri e anche di Sottosegretari paralizzano l’azione più di quanto non faccia “la strana maggioranza”.

- Il programma di politica economica ha sinora compreso unicamente aumenti delle imposte e rischia di tramutare la recessione in grave depressione. Per le ragioni riassunte in precedenza, il “CresciItalia” è stato annacquato e la tanto pubblicizzata spending review sta per fare la stessa fine. Inoltre, non sono stati aggrediti i costi dell’apparato politico: Monti & Co. avrebbero dovuto dare il buon esempio, mettersi gratis al servizio del Paese (come in condizioni analoghe fece De Gaulle) e indurre così il Parlamento a una drastica riduzione dei costi.

- Quel che è più grave, l’esecutivo pare senza bussola. Ove avesse una direttrice chiara non si comprenderebbe perché si respingono gli apporti (e la vigilanza) della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale o perché non si supporta apertamente il programma di unione fiscale e vigilanza europea e la cessione di sovranità che esso implica.

- I timori di un’imposta patrimoniale straordinaria o ancora peggio di un’uscita dall’euro stanno accelerando la fuoruscita legale di capitale verso banche della Baviera (e non solo), rendendo ancora più difficile un’eventuale ripresa degli investimenti.

La diagnosi, quindi, è inquietante. Previsioni? Pur se tutti sono cauti, appare chiaro che si aspetta con ansia un Governo frutto di elezioni che possa prendere in mano la situazione dell’Italia. Sperando che sia ancora nell’unione monetaria.



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COMMENTI
26/07/2012 - Ue nave senza nocchiere in gran tempesta (Carlo Cerofolini)

E' chiaro oramai che la Ue oltre ad essere l'espresso di Babele (M. Thatcher dixit) è - per dirla con il grande Padre Dante - una nave senza nocchiere in gran tempesta e l'Italia è come al solito è oltre che di dolore ostello, serva e prona, come ai tempi di Franza o Spagna purché se magna, anche se però, come sempre è stato e anche questa volta sarà,a magnare sono stati gli stati che ci hanno colonizzato.