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Economia e Finanza

DALLA SPAGNA/ Così Rajoy e Draghi possono salvarci

Ieri lo spread spagnolo ha toccato un nuovo massimo storico, salvo poi scendere. La situazione di Madrid resta difficile e serve un intervento della Bce, come spiega JAVIER MORILLAS GOMEZ

Mariano Rajoy e Mario Monti (Infophoto)Mariano Rajoy e Mario Monti (Infophoto)

Martedì il ministro delle Finanze spagnolo, Luis de Guindos, ha incontrato a Berlino il suo omologo tedesco, Wolfgang Schauble, e ieri ha fatto tappa a Parigi, per incontrare il proprio collega francese Pierre Moscovici. Madrid cerca insomma il supporto dell’Europa per far fronte a una situazione sempre più drammatica. Lo spread tra Bonos e Bund ieri è sceso a 611 punti base, ma ha toccato un massimo intraday di 650: un nuovo record storico. Ai problemi delle banche sembra essersi aggiunto negli ultimi giorni quello dei bilanci delle Comunità autonome. Per meglio capire la situazione della Spagna, abbiamo rivolto alcune domande a Javier Morillas Gomez, Professore di Economia applicata all’Università San Paolo-Ceu di Madrid.

Professore, negli ultimi giorni le cose stanno continuano a peggiorare. Cosa sta succedendo in Spagna?

La verità è che l’economia spagnola sta recuperando competitività, la bilancia commerciale è più equilibrata e i conti pubblici sono molto più sani di un anno fa. C’è però un problema di tempo: il governo pensava che fosse più facile far volgere al meglio la situazione, come nel 1996, ma il punto è che il deficit era in realtà molto superiore a quello dichiarato dal precedente esecutivo socialista (il 9,21% e non il 6%) e la situazione della liquidità dell’economia internazionale è peggiorata. Ci vorranno sei mesi perché si possa vedere il cambiamento e gli effetti delle riforme amministrativa, lavorativa e produttiva che stanno avvenendo in Spagna. Ma al di là dei problemi dell’economia spagnola, i fondi internazionali stanno muovendo ingenti quantità di denaro per scommettere contro l’euro e in favore del dollaro; e Spagna e l’Italia sono esposte in prima linea.

Valencia, Murcia, Catalogna: sembra che i conti delle Comunità autonome presentino parecchie criticità.

I debiti delle Comunità autonome sono inclusi nel debito complessivo del Paese, che è uno dei più bassi dell’eurozona, intorno al 78% del Pil; il problema è che adesso i loro titoli vanno in scadenza e i prestatori non si fidano più di loro, data la leggerezza con cui hanno gestito le proprie spese. Non dimentichiamo che la prima misura adottata nel 2004 dal governo dell’ex premier Zapatero è stata l’eliminazione della Legge di stabilità di bilancio, che obbligava al deficit zero, un livello già conseguito dall’economia spagnola (che era riuscita anche a ridurre il debito sotto il 40% del Pil). Questo è ciò che ha permesso l’aumento della spesa pubblica nei sette anni successivi del governo socialista, fino alla situazione attuale.

È un problema più serio di quello delle banche?