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GEOFINANZA/ I conti della Germania che "seppelliscono" l’euro

Pubblicazione:giovedì 26 luglio 2012

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Ma come fanno, quindi, i tedeschi a salvarci? E cosa ci sarebbe da salvare, poi? Stando a quanto riferito da fonti comunitarie citate dall’agenzia Reuters, la Grecia non riuscirà a rispettare gli obiettivi di riduzione del debito concordati con l’Ue e il Fondo monetario internazionale e sarà quindi costretta a varare nuove misure di ristrutturazione del debito. Evviva, lo swap risolutore di ogni guaio europeo, quello per cui a marzo le Borse brindarono e ora ne facciamo un altro, in modo che l’haircut raggiungerà il 99% per chi aveva in mano la carta igienica greca e ha accettato di tenersela ancora per qualche anno a rendimento falcidiato e sarà distrutto, per sempre, il concetto stesso di risk-free per l’obbligazionario europeo.

E l’Italia? Martedì il nostro titolo di Stato a due anni ha toccato il 5% di rendimento per la prima volta dal gennaio 2011, il decennale oltre il 6,5% con lo spread ai massimi dell’era Monti. Ieri, effetto sufflè per le solite voci di corridoio riguardo l’intervento di Mazinga Z o Godzilla, pronti ad acquistare debito sovrano come se piovesse: ormai ci siamo abituati. La Spagna, poi, sta molto peggio. Si è registrata l’inversione della curva dei rendimenti tra il Bonos quinquennale e decennale, segnale gravissimo a cui si aggiunge la rapidità con cui è avvenuto questo evento, fatto che suggerisce un collasso totale della fiducia nei mercati rispetto alla sostenibilità del finanziamento a breve termine della Spagna. Di più, l’abnorme spread registrato tra il differenziale dei bonds e dei cds - il cosiddetto basis -, sintomo che il mercato comincia ormai a prezzare una ristrutturazione del debito spagnolo verso i detentori privati, in stile greco. Insomma, per i mercati la troika presto sbarcherà a Madrid per un salvataggio in pieno stile, evento che spiegherebbe i bagni di sangue anche sul mercato obbligazionario. Siamo in perfetta corrispondenza con la parabola del Portogallo.

Insomma, i basis traders - ovvero quegli operatori che comprano bond a buon mercato contro cds - sono sì disposti a vedere salti anche di 50-70 punti base nell’allocazione della loro liquidità, ma quando si entra in territorio di Psi - ovvero, partecipazione del settore privato alla ristrutturazione -, essendo molto difficile che scattino le clausole dei cds come ci ha dimostrato il caso greco, allora gli arbitraggisti cosa fanno? Scaricano i bond: in massa, tutti insieme. Leggi, tracollo. Essendo oggi come oggi questi soggetti gli unici interessati ad acquistare debito spagnolo ed essendo il mercato in via di prezzatura di un Psi, le banche spagnole tremano perché oltre a non trovare fondi per finanziare i loro acquisti di obbligazioni sovrane, vedranno crollare letteralmente il valore di quelle già nei portafogli. Ecco perché a Madrid la Borsa sembra plaza de toros, nonostante ieri la panzana di una licenza bancaria per il fondo Esm (che nemmeno esiste ancora) abbia fatto invertire gli indici e sgonfiare un po’ i differenziali.

E ancora, martedì si è vissuto un mezzo giallo rispetto alla volontà della Catalogna, la regione spagnola più grande e con un’economia pressoché pari a quella del Portogallo, di chiedere aiuto al governo centrale di Madrid, esattamente come Valencia e la Murcia. Prima la conferma, poi la smentita nel pomeriggio da parte della Generalitat, secondo cui si sta ancora valutando questa ipotesi. Sapete quanto paga di rendimento un bond catalano a 8 anni? Il 14,4%: secondo voi è sostenibile o Barcellona con il suo bell’orgoglio catalanista e autonomista dovrà presto presentarsi a Madrid con il cappello in mano? E qui, però, nasce il grande inganno dei famosi 100 miliardi a disposizione delle banche spagnole per ricapitalizzarsi. Il fondo Efsf ha in cassa solo 60 miliardi di euro e l’eventuale nascita della sua versione 2.0, ovvero l’Esm, dipende dalla decisione della Corte costituzionale tedesca, attesa per il 12 settembre (poi non ditemi che non è la Germania a voler far deragliare l’eurozona così com’è, per creare un euro a due velocità): chi finanzia chi? E con quali fondi?


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