BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Così lo scudo anti-spread può "aiutare" gli speculatori

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Creare una domanda aggiuntiva impedendo la discesa dei prezzi è in realtà un modo per mantenere migliori condizioni di vendita dei titoli. L'incertezza su volontà e target degli interventi di Bce e Efsf ha mantenuto un certo rischio sulle strategie ribassiste, mentre quel che si vuol disegnare per l'Esm - praticamente un bond price targeting - implica la certezza di tempi e dimensioni degli interventi, e con essa il rischio che il mercato sfrutti il “fondo anti-spread” come un vero e proprio bancomat (un bancomat infinito, nel caso di attribuzione della licenza bancaria).

Questo nel caso che le vendite non siano giustificate dai fondamentali degli emittenti dei titoli; nel caso  sussistano vere ragioni di sfiducia (congiuntura negativa, dinamiche di spesa pubblica incontrollabili, inettitudine politica, rivolta sociale...), poter vendere a prezzo “definito” (il target dell'Esm) potrebbe perfino “sussidiare gli speculatori” per il valore reale (fair value) perso dal titolo. E poi ci si chiede perché le Borse esultino a tali prospettive di intervento!

Dipendentemente dalla tempestività dell'intervento dell'Esm si potrebbero però avere situazioni anche più perverse che stilizzerò qui di seguito. Considerate che sul mercato finanziario siano presenti due classi di operatori, le Mani Forti, che decidono autonomamente quale strategia seguire, e il Parco Buoi, che tende ad accodarsi alle scelte delle Mani Forti (ad esempio, i secondi osservano i prezzi derivanti dalle operazioni dei primi e a loro volta ne seguono il trend); consideriamo poi che le transazioni avvengano a pacchetti discreti o Lotti con effetto dato sul prezzo di mercato, per cui le Mani Forti agiscono, ad esempio, comprando un Lotto di un certo titolo, causando un rialzo del prezzo ad esempio dell'1%, al che segue il Parco Buoi che compra un Lotto dello stesso titolo causando un ulteriore aumento del prezzo dell'1% (questa schematizzazione dà una dimensione temporale all'esposizione); consideriamo poi che l'Esm intervenga solo dopo aver osservato gli effetti delle operazioni delle Mani Forti, quindi solo dopo o durante l'operare del Parco Buoi, per riportare il prezzo del titolo a un livello target ufficiale (per ipotesi pari a 100, cui corrisponda un certo rendimento); infine, per semplicità, poniamo che il prezzo del titolo parta già al livello target (quindi sulla soglia di intervento dell'Esm).

Quale strategia sarebbe ottimale per le Mani Forti? Indipendentemente dalle loro valutazioni di fair value - cioè astraendo dal fatto che l'emittente del titolo sia uno Stato fiscalmente disciplinato o meno - sarebbe “interessante” vendere il titolo (da cui il primo calo di prezzo dell'1%), attendere che il Parco Buoi segua e rafforzi il trend (causando fino a un ulteriore 1% di calo del prezzo), rientrare quindi sul mercato acquistando lo stesso titolo appena prima o in concomitanza dell'intervento dell'Esm che riporterà il prezzo al target di partenza. In tal modo le Mani Forti avranno inizialmente venduto a un prezzo compreso tra 100 (livello iniziale) e 99 (che sconta le prime vendite), riacquistato a un prezzo inferiore grosso modo tra 99 e 98 (prezzo che sconta le ulteriori vendite del Parco Buoi), per poi ritrovarsi nella situazione di partenza grazie all'intervento “riequilibratore” dell'Esm, avendo nel frattempo profittevolmente speculato (un guadagno “drenato” dalle tasche del Parco Buoi e dell'Esm).


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >