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FINANZA/ 1. Così lo scudo anti-spread può "aiutare" gli speculatori

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Nell'esempio fatto è evidente che chi per primo tra le Mani Forti decide di vendere ha un vantaggio in termini di prezzo, in quanto questo scende man mano che le proposte di vendita vengono piazzate sul mercato, pertanto le prospettive di speculazione sulla risposta dell'Esm spingeranno ad anticipare le decisioni delle Mani Forti. In conclusione, c'è da aspettarsi una maggior attività sul mercato e un'elevata volatilità del titolo, cioè maggior speculazione.

Una tale strategia è tanto più praticabile quanto più chiari sono i termini quantitativi e temporali di intervento dell'Esm. Certamente la realtà non è così schematica e “certa” - quanto sopra è solo una stilizzazione a fini espositivi -, ma occorre riflettere sul perché da due anni, nonostante divieti o short selling e minacce di contrasto da parte della Bce, le pressioni su certi titoli di Stato continuano a rinnovarsi. Considerato anche che i titoli sotto pressione sono per lo più quelli che “pesano” sui bilanci delle banche (si veda la vicenda Eba), è per lo meno legittimo il dubbio che la presenza di compratori di ultima istanza abbia stimolato la ricerca di una facile monetizzazione delle posizioni, da cui le spinte ribassiste che si intenderebbero invece contrastare. L'Esm potrebbe semplicemente meccanicizzare questa perversione istituzionale.

 

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