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IL CASO/ Rai, Poste e treni valgono più di una patrimoniale

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Ed è questo l’errore di fondo. Continuano a guardare il numeratore e non agiscono mai sul denominatore. In questo modo, cercando di risolvere il problema del settore pubblico e con una serie di misure continue e recessive, deprimono il settore privato. È questo fatto che frena la crescita e ci condanna a un rapporto tra debito e Pil che è pauroso e che poi si riflette sui mercati con improvvise impennate dello spread.

 

A parte i problemi europei e la crisi internazionale, lei non vede altre soluzioni credibili e strade da percorrere per far ricrescere l’Italia?

 

Non credo che esistano realisticamente altre possibilità e non esiste altro messaggio migliore per i mercati. Una grande riforma di struttura per il nostro Paese riguarda innanzitutto una forte riduzione del peso dello Stato nell’economia. Se si continua invece a ragionare su come far quadrare i conti del settore pubblico, avremo continuamente un rapporto tra debito e Pil insostenibile e veramente pauroso.

 

(Gianluigi Da Rold)

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