BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRISI/ Monti: eurobond non più tabù, da vertice Ue un passo verso la crescita

Pubblicazione:martedì 3 luglio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Riferendo al Senato riguardo il vertice Ue di settimana scorsa, il presidente del Consiglio Mario Monti ha innanzitutto confermato che l’esecutivo andrà avanti fino alla primavera del 2013: “Nei pochi mesi che il governo ha ancora davanti ci vedrete spesso interagire tra il fronte italiano e quello europeo, speriamo con una serenità sempre maggiore”, ha detto il premier, il quale ha ribadito che guardando oggi ai risultati del vertice europeo “possiamo dire che ha costituito un passo in avanti verso un'Europa come noi italiani la vogliamo: più orientata alla crescita e più stabile”. Dopo aver espresso il proprio apprezzamento nei confronti della Camera e del Senato “che hanno aderito tempestivamente alla richiesta di dare l'approvazione finale alla riforma del mercato del lavoro”, Monti ha poi parlato di crescita, una parola che “in passato faceva fatica a trovare spazio nei documenti della Ue: dopo il patto ci sono 120 miliardi di euro, pari all'1% del Prodotto interno lordo europeo, che saranno destinati agli investimenti, alle imprese, all'occupazione di giovani e donne”. Sottolineando inoltre che “l’Europa non può rappresentare solo un corsetto di regole, sanzioni, procedure di monitoraggio ma deve essere anche integrazione positiva”, il presidente del Consiglio ha fatto sapere che “il Consiglio europeo di Bruxelles ha affrontato questioni che fino a qualche tempo fa erano considerate un tabù come l'emissione degli eurobond” e che “la questione non ha certo fatto piacere a tutti gli Stati membri”. E’ stato comunque “tempo ben speso”, ha detto ancora Monti, “perché ha permesso di raggiungere una decisione per la crescita, ma anche un accordo per la stabilizzazione dei mercati a breve termine”.  Riguardo alle obiezioni di Finlandia e Olanda sulle misure antispread, il premier ha detto che questi due Paesi “hanno una certa sofferenza verso questi meccanismi di stabilizzazione e hanno delle obiezioni che cercheremo di sormontare". Recentemente anche il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso hanno ricordato a Olanda e Finlandia il rispetto delle decisione prese al vertice di Bruxelles. 


  PAG. SUCC. >