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MONTI/ La fine del tunnel è vicina, ma se i partiti litigano sale lo spread

Per Mario Monti, all'inizio del suo tour europeo di incontri, il tunnel della crisi si sta illuminando e la fine è vicina. Invita i partiti a non fare risse se no cresce lo spread

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Mario Monti inizia oggi il suo tour europeo di incontri di alto livello, cominciando da Parigi dove incontrerà il presidente francese Hollande. In questa occasione, prima di partire, il capo del governo rilascia alcune dichiarazioni a Radio Anch'io, programma della Rai, di stampo decisamente ottimista. Secondo Monti, infatti, la fine del tunnel della crisi si sta avvicinando. Ma attenzione; "gli esami non finiscono mai" precisa. Tra gli altri argomenti toccati, il nuovo rapporto di fiducia con Berlino, la bontà della spending review e la riforma del sistema elettorale. E nega ancora una volta l'intenzione di presentarsi alle prossime elezioni nazionali come candidato. Parlando della maggioranza che sostiene il suo governo, dice che dovrebbero cessare le risse interne fra i partiti, anche perché così facendo si ottiene di far salire lo spread. Parlando di crisi europea, Monti invece si dichiara certo che il tunnel in cui ci troviamo stia cominciando a illuminarsi e a vedersi la fine del tunnel stesso. La Germania, aggiunge, rimane un punto di riferimento essenziale. Ricordando ancora una volta quanto si sente dire in continuazione non solo da lui: "La chiave di volta è spingere tutti per l'applicazione senza ritardi e senza ritorni indietro delle decisioni prese dal Consiglio europeo di fine giugno". Riguardo all'incontro di oggi con Hollande, Monti dice che Italia e Francia devono discutere di come sia possibile accelerare il processo di messa in sicurezza dell'euro e la crescita europea. Chiede poi ai partiti che rinuncino al clima di rissa permanente e invece approvino al più presto la nuova legge elettorale. Lo spread spiega  ha una relazione "che c'è più che con la data delle elezioni, con il clima complessivo tra oggi e le elezioni, per esempio lo scenario peggiore sarebbe elezioni che si tenessero sì alla scadenza naturale, ma se ci si arrivasse senza una riforma della legge elettorale e in un clima, da oggi ad allora, di disordinata rissa tra i partiti". I partiti si adeguino al monito fatto dal capo dello Stato ieri sera, dice. A proposito della spending review Monti dice che non  è una manovra e non sono tagli lineari fatti in modo cieco. Aggiunge che il  governo ha fatto un'analisi di dettaglio, sulla base del lavoro del commissario Bondi, e si sono individuati gli eccessi di spesa.