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BCE/ Borghi: il taglio dei tassi? Inutile se manca la "parola magica"

Pubblicazione:giovedì 5 luglio 2012

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IL TAGLIO DEI TASSI DELLA BCE Mario Draghi quasi non ha fatto in tempo ad annunciare il nuovo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale euroepa che le Borse hanno reagito malissimo con gravi perdite. Un taglio, quello di oggi, dall'1% al minimo storico dello 0,75%, che era stato in qualche modo annunciato nei giorni scorsi come un segnale positivo per dare ossigeno proprio ai mercati europei, ma che invece non ha al momento sortito alcun effetto positivo.  Secondo Claudio Borghi, Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Cattolica, contattato da IlSussidiario.net, era logico che le Borse reagissero male nonostante il taglio della Bce: «Anche se si mettesse il tasso a zero, il problema della crisi non verrebbe toccato. La reazione negativa dei mercati è stata principalmente scatenata dai risultati del vertice di Bruxelles».

Taglio del tasso di interesse della Bce e mercati che cadono: come mai? Non doveva avere un effetto positivo la manovra dell'Eurotower?

Positivo fino a un certo punto. Non penso che le cose potessero essere risolte con un taglio di un del costo del denaro. Se anche si portasse il tasso a zero il problema della crisi di fiducia dei mercati non verrebbe risolto. 

Allora perché l'andamento negativo dei mercati?  

Sono convinto che la reazione negativa dei mercati di oggi sia stata principalmente causata dalle aspettative di misure non convenzionali innescate dal vertice di Bruxelles.

In che senso?

Il vertice, secondo me, non ha concretamente concluso nulla. C'è stato molto fumo negli occhi che secondo alcuni poteva essere letto come una specie di via libera politico, con l'annuncio di progressi di varia natura. 

Invece?

Fumo negli occhi per far pensare che dietro a quelle che sembrano grandi iniziative politiche ci fosse un autentico mandato alla Bce di fare  interventi veri. Tipo degli interventi sul mercato primario dei titoli di stato.

Lei in pratica dice che l'Unione europea non solo ha fatto poco, ma continua a fare poco o niente.

E' da quando hanno rotto le uova nel cesto con la storia della Grecia che non si fa nulla. Ogni iniziativa europea si è risolta in un nulla di fatto.

Quale scenario allora per il prossimo futuro?

La gente, non chissà quale struttura nascosta di fantapolitica economica, i risparmiatori, vogliono sapere se i soldi che hanno prestato all'Europa in debiti sovrani sono garantiti da qualcuno, se sono sicuro o no. La domanda è fatale.

E la risposta?

La risposta non c'è. E se non c'è una risposta netta che può essere solo "sì", la gente vende, sale lo spread, ed è naturale. Nessuno può pensare di prestare i propri soldi "a babbo morto" senza garanzie.

Può aver influito il fatto che Mario Draghi abbia definito i tagli  di oggi misure solo temporanee?


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