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BORSA&SPREAD/ Cina e Inghilterra mandano in fumo il taglio di Draghi

Pubblicazione:giovedì 5 luglio 2012

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Come altro potevano essere prese ? I cinesi intervengono due volte in un mese, la Bank of England lascia i tassi allo 0,5%, ma attua in più una nuova mossa di espansione monetaria. Incrementa di 50 miliardi di sterline il programma di acquisto di asset, principalmente bond. È chiaramente una mossa espansiva, in risposta a un’economia in recessione. Lo stesso Draghi è rimasto zitto e vago su alcuni punti, ma dice senza mezzi termini che la situazione è peggiorata.

 

Eppure in questi mesi è stata introdotta tanta liquidità, fiumi di liquidità.

 

È vero, ma nessuno riesce a comprendere dove sia finita. C’è una situazione problematica, non c’è dubbio e ci sono episodi che lasciano, per usare un eufemismo, abbastanza perplessi. Che JP Morgan scopra un mese fa una perdita di 2 miliardi di dollari in un’operazione di derivati, che diventano dopo un mese una perdita di 9 miliardi di dollari, fa pensare che non solo c’è una situazione di estrema fragilità economica, ma che c’è un fronte di problemi e magari un focolaio che sta per divampare. Il fronte dei problemi è tanto grande che non so proprio indicarglielo. Non lo so. Ma che cosa si può escludere in una situazione come questa?

 

(Gianluigi Da Rold)



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