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FINANZA/ Altro che Barclays, ecco le "truffe" Usa di cui nessuno parla

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JP Morgan avrebbe accumulato perdite su derivati per 9 miliardi di dollari, tre volte la cifra che la banca d’affari è stata costretta ad ammettere a denti stretti. Il problema è che da più parti si comincia a definire JP Morgan la nuova Enron, ovvero una potenziale mina per il sistema finanziario globale. Il perché è presto detto: senza l’aiuto di Stato, la banca d’affari avrebbe un rating reale molto ma molto più basso, esattamente tre livelli in meno per il rating dei depositi a lungo termine e due per il debito senior. Ma, nella patria del libero mercato, il governo ha già detto che si schiererà in tutela di creditori e detentori di bond della banca, in caso questa dovesse fare default sul suo debito. Insomma, garanzia federale: buoni tutti a fare i capitalisti così, no? Insomma, JP Morgan è un pollo che i soldi dei contribuenti Usa continuano a trasformare in aquila.

Non ci credete? Già oggi, JP Morgan riceve sussidi governativi per 14 miliardi di dollari l’anno, stando a una ricerca pubblicata dal Fondo monetario internazionale. Soldi pubblici che permettono alla banca di continuare a pagare salari e bonus stellari, ma, soprattutto, continuano a distorcere i mercati e alimentare crisi, come quella dei subprime prima o del debito sovrano oggi. Ogni anno, il governo Usa stanzia 76 miliardi di dollari di sussidi per le 18 principali banche del Paese, cifra che è pari al totale dei profitti di questi istituti negli ultimi 12 mesi e più di quanto il governo federale spenda per l’istruzione ogni anno. Di più, con i suoi 14 miliardi all’anno, JP Morgan ottiene dal governo una cifra che è pari al 77% della sua rendita netta negli ultimi quattro trimestri: in altre parole, i contribuenti statunitensi hanno pagato gran parte del conto per le perdite miliardarie che oggi sono la headline su tutti i giornali e argomento di discussione di fronte al Congresso.

Ma non basta: lo stesso Dimon, numero uno di JP Morgan, ha ammesso in una recente conference call che l’Home Affordable Refinancing Program, il quale permette alle banche di generare reddito attraverso la modifica dei mutui con garanzia governativa, ha dato un significativo contributo ai guadagni di JP Morgan nei primi tre mesi di quest’anno. E voi lo chiamate libero mercato, questo? Ma, soprattutto, con quale faccia gli Usa criticano il sistema europeo e la “mano visibile” del capitalismo di Stato dei Brics, Cina in testa? Ma si sa, gli americani sono bravissimi a dare lezioni agli altri, ma tremendamente impermeabili alle critiche verso se stessi.

Ne volete sapere un’altra, tanto per ridimensionare ancora un po’ la portata dello scandalo Libor? Venerdì scorso sui mercati delle commodities si è tenuto un vero e proprio festival dello squeeze sul prezzo del petrolio, capace di comprimerne il prezzo: il problema è che lo statunitense medio non dovrebbe dar troppo peso o gioire troppo per il fatto che il prezzo del carburante scenda di 5 o 10 cents al gallone nella sua stazione di servizio abituale, visto che la Marina statunitense paga 26 dollari - avete letto bene - per un gallone di biocarburante verde sintetico, l’ultima trovata dei guru del politically correct per far credere al mondo che può non dipendere più dal petrolio brutto e cattivo (salvo riconvertire a biocarburante ed etanolo i campi di grano, creando squeeze su materie prime alimentari e far lievitare i prezzi delle stesse, begli ecologisti!). È stata la Reuters a rendere noto che la “Great Green Fleet” sarà la prima unità operativa della Marina a essere alimentata per la gran parte da carburanti alternativi: la scelta del Pentagono risale al 2009, quando la Marina pagò l’azienda di biocarburanti Solazyme qualcosa come 424 dollari al gallone per ottenere 20,055 galloni di biocarburante a base di alghe! E chi era il consigliere strategico della Solazyme all’epoca? TJ Gaulthier, ex membro del Transition Team di Obama alla Casa Bianca! Evviva la sana società statunitense, scevra da conflitti d’interesse! Insomma, oltre a tappare i buchi di JP Morgan e pagare le case agli Hamptons ai suoi managers, i contribuenti statunitensi pagano una tassa occulta sulla benzina, finanziando con le loro tasse i folli esperimenti “verdi” della Marina e delle aziende amiche del presidente o del Pentagono.