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FINANZA/ Altro che Barclays, ecco le "truffe" Usa di cui nessuno parla

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Oddio, che scandalo! A Londra i principali gruppi bancari taroccavano il Libor, ovvero il tasso di riferimento per i mercati interbancari! Addirittura il presidente di Barclays, Marcus Agius, ha dato le dimissioni travolto dall’ondata di sdegno! Scusate, cari lettori, ma voi credevate ancora a Babbo Natale? Di cosa vi stupite: del fatto che la finanza, all’80%, sia fatta di mascalzoni e manipolatori? È la realtà e se permettete oggi parlerò di alcune notizie che non troverete sui giornali, né sui telegiornali e dubito fortemente anche su molti siti e blog.

Cominciamo dalla prima, ovvero la denuncia senza precedenti di Joe Saluzzi, esperto di trading algoritmico - meglio conosciuto come HFT (High-Frequency Trading) -, secondo cui i “parassiti”, questo il termine che usa, del trading ultra-veloce rappresentano ormai, mediamente, il 50-70% del volume registrato sui mercati Usa. Di più, il 2% dei traders di molte operazioni, specificatamente in HFT, rappresentano l’80% del volume, una singola azienda operante in HFT può pesare per più del 10% del volume di mercato quotidiano negli Usa, le principali aziende di HFT guadagnano tra gli 8 e 21 miliardi di dollari l’anno, il tutto tradando alla velocità di un millisecondo (una micro-frazione di tempo rispetto al battito delle palpebre), ovvero creando attività di negoziazione fittizie volte a inserire ordini sui quali poi non c’è un reale interesse a negoziare.

Paradossalmente, questi parassiti stanno costruendo le condizioni per la loro estinzione, visto che la loro corsa per incrementare i margini, oramai, comincia a cozzare contro i limiti della fisica (leggi, la velocità della luce) e il costo marginale per il prossimo incremento di vantaggio sul resto del mercato sta crescendo esponenzialmente. Quindi, la profittabilità del trading sta subendo una squeeze tale, già oggi, che un giorno, di colpo, potrebbe sparire del tutto. Bene, direte voi, eliminati i parassiti, il mercato tornerà a essere market maker e a prezzare realmente azioni che vengono tradate realmente.

Vero, peccato che all’orizzonte c’è un piccolo effetto collaterale: cosa accadrà al prezzo degli assets una volta che tutto quel volume fittizio, ma che pesa ormai tra il 50% e il 70% del totale, di colpo sparirà? Non sarà che il flash crash dello scorso anno sia stato nulla più che una prova generale della Sec - un worst case scenario per testare la tenuta del sistema - in vista del d-day per l’high-frequency trading? E noi ci scandalizziamo per il taroccamento del Libor? Ma andiamo avanti.


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