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SPENDING REVIEW/ Forte: i tagli dei prof, un nuovo passo verso la recessione

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No, quello non è importante. Il primo trimestre è sempre contrassegnato in quel modo. Già a giugno, da quel punto di vista, la situazione è migliorata. Piuttosto, nel primo trimestre di quest'anno, è aumentata ancora la spesa pubblica dell'1,5%. Ma è nel suo complesso, nella sua concezione che la politica di questo governo non funziona. Ripeto: è un governo di sinistra, che ha basato la sua azione su una tassazione patrimoniale diffusa e sull'aumento dell'imposta sui consumi. Insomma il risultato è che tutto diventa particolarmente aspro per i redditi. La recessione ne è la prova. I consumi sono crollati con tutto quello che ne è seguito.

Ora si deve riuscire a evitare il nuovo aumento dell'Iva.

Beh, se scatta un nuovo aumento dell'Iva, adesso o a ottobre, siamo alla catastrofe. Ma se occorre recuperare quei 6 miliardi, 4 per l'Iva, uno per esodati e terremotati, non ci si dovrebbe ritrovare davanti a un'impresa insormontabile. Basta anche una partita contabile di giro per recuperare queste risorse. Su una spesa di 800 miliardi non credo che sia difficile reperire dai quattro ai sei miliardi. Il problema è diverso per quando riguarda le prospettive future, magari l'aumento dell'Iva di un punto l'anno prossimo. In questo modo è sempre più difficile invertire la marcia, la direzione del Paese.

E' una fotografia poco allegra della situazione del Paese e del suo futuro. 

Ma è una fotografia realistica. Il vero problema è che gli italiani si rendano conto che questa politica è stata sbagliata. Manca un leader in questo momento. Bisognerebbe guardare in controluce l'attacco a Roberto Formigoni. L'attacco non è stato casuale. Con Angelino Alfano al Sud e Roberto Formigoni al Nord, il confronto politico sarebbe stato differente. Io mi auguro comunque che alla fine accada qualche cosa.

 

(Gianluigi Da Rold)

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