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S&P’s/ Un’agenzia di rating Ue è la prima mossa contro le “tre sorelle”

Pubblicazione:giovedì 5 luglio 2012

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Sembra una banalità affermare che S&P’s avrebbe dovuto dotarsi di “staff” più numerosi, avrebbe dovuto adottare procedure più rigorose e articolate (in breve: non limitarsi solo a leggere i giornali); avrebbe dovuto prendersi più tempo. Ancora una volta, significa confrontare tempi, modi e costi della vigilanza affidata ad authority con gli standard delle agenzie di rating: significa, una volta di più, affrontare in termini critici (nel senso letterale del termine: giudizio) trent’anni di globalizzazione finanziaria. Esattamente come andrebbe fatto per “Basilea 3”, che rimane figlia della globalizzazione “tradizionale”: quella che vuole imporre a una Bcc lombarda che presta 10mila euro a un artigiano gli stessi standard che la Goldman Sachs usa per finanziare con miliardi di dollari un’Opa a Wall Street. La grande crisi bancaria è stata provocata dalle pretese egemoniche della finanza di mercato sulla “biodiversità” del banking al servizio dell’economia reale.

 

Considerando le diverse indagini e inchieste in atto, sembrano essere tempi duri per le agenzie di rating.

 

Certamente il dossier “agenzie di rating” è in bilico sulla bollente frontiera “geofinanziaria” fra le due sponde dell’Atlantico. È superfluo ricordare tutte le alzate di scudi europee contro l’oligopolio “selvaggio” delle tre sorelle d’Oltreoceano: non ultima quella delle banche italiane. E non c’è dubbio che una delle realistiche vie d’uscita sia la nascita di un’agenzia di rating europea che rompa l’oligopolio statunitense. In ogni caso è chiaro che le stesse agenzie che hanno strappato agli Usa la “tripla A” (salvo pentirsene, ma solo un anno dopo) sono state le vere spine nel fianco di tutti gli sforzi europei di opporsi alle ondate speculative. Ma il confronto è ancora una volta strutturale: la salute di un Paese, di una macro-area valutaria, la stabilisce (con regole e tempi suoi) un sistema istituzionale come la Ue o un manipolo di agenzie di rating, legate a doppio filo e spirale con le attese speculative dei mercati?



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