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SPENDING REVIEW/ Statali, sanità, province: ecco cosa cambia con il decreto legge

Pubblicazione:venerdì 6 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 6 luglio 2012, 16.19

Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto) Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

Spesa degli enti territoriali - Si riducono di 700 milioni di euro per l’anno 2012 (e di 1 miliardo dal 2013) i trasferimenti dello Stato alle Regioni a statuto ordinario, escludendo dalla riduzione le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. La ripartizione tra le Regioni di tale riduzione sarà determinata dalla Conferenza Stato-Regioni, considerando la virtuosità e gli eccessi di spesa di ciascuna Regione rilevati dal Commissario Bondi. Analoghe misure sono previste nei confronti dei Comuni e delle Province. Per questi la Conferenza Stato Città provvede alla ripartizione della riduzione dei trasferimenti. Per i Comuni la riduzione è pari a 500 milioni di euro per il 2012 e 2 miliardi decorrere dall’anno 2013. Per le Province la riduzione è di 500 milioni di euro per il 2012 e 1 miliardo dal 2013. La partecipazione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano avviene, secondo modalità stabilite in attuazione dei rispettivi statuti, per un importo di 500 milioni di euro per il 2012, di 1 miliardo per il 2013 e di 1,5 miliardi a decorrere dal 2014. Inoltre, si riduce ulteriormente il limite entro cui gli enti territoriali possono procedere alla spesa per assunzione di personale e si pone il divieto per le Province di assumere personale a tempo indeterminato, fino a che non sarà data attuazione alla riduzione e razionalizzazione delle Province stesse.

Riduzione e accorpamento Province - La riduzione avverrà sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione. La definizione esatta dei parametri per la dimensione territoriale e la popolazione sarà completata entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. All’accorpamento e riduzione si giunge attraverso una procedura che vede il ruolo attivo degli Enti territoriali. Il Governo trasmette al Consiglio delle autonomie locali, istituito in ogni regione, la propria deliberazione con i criteri. Successivamente, ogni Consiglio approva il piano di riduzione entro 40 giorni. Entro la fine dell’anno sarà completato il piano di accorpamenti.

I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione. Le province che “restano in vita” avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). In attuazione del decreto “Salva Italia”, vengono devolute ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province. Entro il 1° gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.

Scuola, università e ricerca - Viene istituito un servizio di tesoreria unica per le scuole nel quale confluiranno tutte le risorse finanziarie attualmente depositate presso istituti bancari privati. In questo modo Banca d’Italia disporrà di una maggiore disponibilità di cassa di circa 1 miliardo di euro, con conseguente economia data dal miglioramento dei saldi di cassa e una minore spesa di interessi sul debito pubblico quantificabile in circa 8 milioni per il 2012 e 29 milioni a regime. Le scuole a questo punto potranno gestire la propria liquidità come fanno già ora gli enti di ricerca. Trenta milioni di euro verranno messi a disposizione delle scuole per le proprie spese di funzionamento, altri trenta milioni andranno a contribuire ai miglioramenti dei saldi di cassa. La spesa per compensi aggiuntivi al personale impegnato nell’attività di controllo sull’attività amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche porterà un risparmio annuo alle scuole quantificabile in 8 milioni. Si opera una riduzione del personale scolastico comandato presso il Ministero degli Esteri con funzioni di coordinamento e gestione delle scuole italiane all'estero. Di concerto, si opera una ulteriore riduzione anche del personale dei docenti impiegati presso le scuole italiane all'estero. Il personale dichiarato inidoneo all'insegnamento ma con mantenuta capacita lavorativa, verrà impiegato in attività amministrative presso le stesse scuole, nell'ambito regionale. Viene previsto l'utilizzo dei docenti senza cattedra per attività di docenza in materie affini, fermo restando l'accertamento delle competenze necessarie a garantire il risultato didattico atteso. Si prevede per le università e gli enti di ricerca l'adeguamento alla normativa già in vigore preso le altre pubbliche amministrazioni, in materia di limitazione alle nuove assunzioni. Vengono stanziati 10 milioni per le università non statali. Si destinano 90 milioni in più per il diritto allo studio. Infine, si destinano 103 milioni per la gratuita dei libri di testo nella scuola secondaria di primo grado.


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