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SPENDING REVIEW/ Tribunali, procure, uffici giudiziari: ecco i tagli e gli accorpamenti

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Paola Severino (Infophoto)  Paola Severino (Infophoto)

SPENDING REVIEW. GIUSTIZIA, I TAGLI E GLI ACCORPAMENTO DI TRIBUNALI E PROCURE Non ci saranno tagli agli organici, ma anche Uffici giudiziari e Tribunali dovranno fare la loro parte nell’ambito della spending review che è stata approvata con decreto legge dal Governo. Il Consiglio dei ministri, infatti, dopo la riunione fiume terminata nella notte, stamattina ha ripreso la sua attività e ha approvato il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che ora passerà alle Commissioni parlamentari per un parere obbligatorio ma non vincolante. In particolare, sono previsti: la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure (per il Tribunale di Napoli Nord non è previsto l’ufficio di procura, la cui competenza è attribuita alla Procura di Napoli Sud); la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale; la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, la cui pianta organica non subirà alcun ridimensionamento; 674 sedi degli uffici dei giudici di pace saranno soppresse.

Secondo il governo, questi interventi porteranno ai seguenti risparmi di spesa:  circa 2.889.597 euro per il 2012, 17.337.581 per il 2013 e 31.358.999 per il 2014. Per quanto riguarda l’edilizia giudiziaria, nei soli casi in cui la sede accorpante non sarà in grado di ospitare gli uffici ivi trasferiti, lo schema di decreto legislativo prevede che possano essere utilizzati, per un periodo fino a cinque anni, gli immobili adibiti a servizio dei tribunali e delle sezioni distaccate soppressi.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha spiegato che questa riforma non è stata compresa nel decreto di spending review, perché “rappresenta l’adempimento di una delega che ha come obiettivo la riorganizzazione degli uffici giudiziari, con un conseguente recupero di efficienza. Sulla giustizia, infatti, non sono possibili tagli indiscriminati, ma solo risparmi destinati a creare efficienza”. “Noi tutti, cittadini, magistrati siamo chiamati a contribuire a una giustizia più efficiente. È impensabile e anacronistico mantenere una geografia giudiziaria che risale ai tempi dell’Unità d'Italia: la parcellizzazione e lo spreco delle risorse giudiziarie ha raggiunto livelli talvolta imbarazzanti. Giusto per fare qualche esempio, esistono sezioni distaccate in cui ben cinque unità di personale amministrativo sono impegnate nel corso di un intero anno a occuparsi di poco più di un centinaio di procedimenti utilizzando strutture che costano ai cittadini per le sole spese vive (utenze per luce, acqua, telefono e ordinaria manutenzione) circa 50.000,00 euro l’anno”, ha aggiunto.



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