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FINANZA/ 1. Campiglio: un nuovo "nodo" lega Europa (e Italia) alla crisi

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Difficile fare previsioni di questo genere. Il problema è che il grado di interconnessione delle posizioni debitorie e creditorie del sistema finanziario mondiale sono sconosciute.

 

Com’è possibile, in ogni caso, che lo scudo anti-spread e il taglio della Bce non siano serviti a niente?


Che il taglio non avrebbe sortito effetti, in realtà, considerando l’ingestibilità della situazione, era prevedibile. Per quanto riguarda l’Esm (cui dovrebbe essere attribuito il compito di acquisire titoli di Stato sui mercati secondari laddove gli spread superassero le soglie d’allarme), nessuno lo dice, ma i mercati temono che si trasformerà in nient’altro che una sorta di bad bank.

 

Lunedì, l’Eurogruppo definirà con precisione i connotati del Fondo. Possiamo sperare che la sua messa a punto sarà tale da calmare i mercati?

 

Se Olanda e Finlandia insistessero sul porre il proprio veto, la misura non andrà in porto. Un meccanismo del genere necessità di ingenti risorse. E i due paesi hanno un grandissimo peso economico. Il Fondo potrebbe funzionare se, nonostante il venir meno di risorse così ingenti, la Bce sarà il fulcro del meccanismo.

 

Nel vertice europeo si è stabilito che dovrebbe agire come agente del Fondo

 

Dipende dalla potenza di fuoco di cui potrà disporre. Che, in sostanza, dovrà essere illimitata. Dovrebbe potersi comportare come un’autentica banca centrale di un’area federata, con la capacità di prestare indefinitamente. L’ideale sarebbe che operasse direttamente, invece che attraverso il Fondo. Ma i trattati lo impediscono e, in tal caso, la Germania porrebbe il veto alla sua modifica.

 

Questo sarebbe sufficiente per invertire il trend recessivo?


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