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SCUDO ANTISPREAD/ Il ministro dell'economia francese incontra Monti: aperta porta che era chiusa

Pubblicazione:domenica 8 luglio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Incontro bilaterale tra il ministro dell'economia francese Pierre Moscovici e il capo del governo Mario Monti. Un incontro che ha sottolineato l'ottimo rapporto fra i due Paesi nella lotta alla crisi che attanaglia l'Europa. In particolare i due si sono detti favorevolmente d'accordo sui risultati raggiunti all'ultimo vertice europeo, risultati che, hanno detto, hanno aperto una porta che era chiusa. Adesso bisogna decidere quale strada prendere. In particolare  i due esponenti politici hanno detto come sia urgente già durante l'Eurogruppo di domani parlare di due misure importanti che non possono più attendere, e cioè unione bancaria e scudo antispread. Sono misure queste, ha chiarito il ministro francese, che possono aiutare quei Paesi come l'Italia che soffrono di volatilità dei tassi. Per Moscovici nel vertice Ue si sono trattate le questioni urgenti, ma adesso bisogna creare un nuovo sistema finanziario. Dal canto suo Angela Merkel era impegnata con il presidente francese Hollande alla festa per i 50 anni della riconciliazione franco-tedesca. In tale occasione ha voluto dire come l'unione monetaria europea non sia abbastanza forte. Necessario giungere al più presto all'unione politica per risolvere il problema. Mario Monti esprime invece dubbi su una unione che escluda i Paesi che non sono membri dell'Eurozona. Monti ha voluto rivendicare come l'Italia venga considerata dai Paesi del nord Europa un Paese debitore nonostante non abbia mai chiesto aiuti economici, mentre invece ha contribuito economicamente al sostegno di Grecia, Irlanda, Portogallo e anche Spagna. Lanciando quindi una frecciatina agli Stati Uniti: "l'Europa ha costruito una grande integrazione, un mercato e regole comuni e persino una costituzione. Gli Stati Uniti quanto ci hanno messo?". Ma Monti ne ha avute anche per il presidente di Confindustria, che ha fortemente criticato la spending review. "Dichiarazioni di questo tipo" ha detto, parlando delle sue parole "fanno aumentare lo spread e i tassi a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito a non fare danno alle imprese. Invito a considerare che dichiarazioni di questo tipo da parte di figure istituzionali e personaggi, ritenuti responsabili, hanno effetti molto negativi nei mercati e nelle valutazioni delle organizzazioni internazionali".


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