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CROLLO MUTUI/ L'esperto: costi ancora alti. Ecco come scegliere tra tasso fisso, variabile e misto

Pubblicazione:lunedì 9 luglio 2012

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MUTUI IN CALO DEL 47% Nel primo trimestre 2012 le erogazioni di mutui immobiliari per acquisto di abitazioni sono crollate del 47%. È quanto emerge dalla 32esima edizione dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, secondo cui solo nel 2014 il credito al consumo, anche se a ritmi modesti, dovrebbe tornare a crescere. A diminuire sono anche le erogazioni di credito al consumo (-2,2% nel 2011 e -11% nel primo trimestre del 2012), ma, per quanto riguarda i mutui, a subire una netta flessione sono in particolare quelli per ristrutturazione, liquidità, consolidamento del debito, surroga e sostituzione: nei primi tre mesi del 2012 la contrazione delle erogazioni è pari all’80% rispetto allo stesso periodo del 2011. Per meglio decifrare la situazione abbiamo interpellato Roberto Anedda, direttore marketing del Gruppo MutuiOnline.

Quali sono le maggiori cause che hanno prodotto questo crollo?

Le cause sono molteplici. Prima dei mutui d’acquisto, bisogna innanzitutto considerare la cosiddetta procedura della surroga (lo "spostamento" del mutuo su una nuova banca, ndr) che, soprattutto qualche anno fa, sostituiva i mutui più vecchi a condizioni migliori.

Poi cos’è accaduto?

Tra il 2009 e l’inizio del 2011 i tassi si sono mantenuti convenienti, arrivando a pesare quasi il 40%, quindi un terzo abbondante, del mercato complessivo dei mutui. Chiaramente, anche a prescindere dalla situazione attuale, quando i tassi si alzano inevitabilmente la surroga perde di interesse perché diminuiscono le possibilità di trovare un cambio conveniente. L’importante componente di surroga che in poco tempo è venuta a mancare ha di per sé ridotto notevolmente l’ammontare di mutui che vengono erogati.

Quali altre cause si possono rilevare?

Sicuramente l’incertezza economica, la situazione di difficoltà degli italiani e quella di maggiore restrizione da parte delle banche nella concessione del credito. Tutto questo genera una minore disponibilità di mutui che, oltre a essere difficili da ottenere, costano anche di più rispetto a un anno fa: ecco allora che le famiglie rimandano il momento dell’eventuale acquisto della casa, aspettando che la situazione possa essere più chiara prima di imbarcarsi in un'operazione che può durare anche 20 o 30 anni.

Importante anche sottolineare quanto sia cambiata la situazione rispetto a solamente un anno fa…

Sì, questi dati mostrano uno scenario totalmente cambiato rispetto a un anno fa: il primo trimestre del 2011, usato per il confronto in questo studio, è un periodo che può ancora considerarsi assolutamente "florido" per il mercato immobiliare. Adesso, nel giro di un anno, la situazione è incredibilmente peggiorata.

Ha rilevato un calo del genere anche in MutuiOnline?


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