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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Se il piano anti-debito viene bocciato in storia

Una manciata di Euro (Foto: Infophoto)Una manciata di Euro (Foto: Infophoto)

Il debito sovrano è diventato un problema finanziario da quando esiste la finanza internazionale ed occorre pagare per rinnovarlo. Tanto meno è credibile il sovrano debitore tanto più caro è il costo (ora si chiama spread). Ho l’età per ricordare i “Rosa Bonds” dal nome del Sottosegretario dell’Amministrazione Kennedy inviato in Europa a piazzare obbligazioni a interesse contenuto per pagare la difesa comune (in effetti il costo della guerra in Viet-Nam). Ricordo anche quando nell’autunno il Messico dichiarò, come Giovanni Il Buono, che avrebbe sospeso i pagamenti.

Perché ricordare queste vicende antiche e relativamente recenti? Per sottolineare che il problema non è tecnico: le schede riassuntive pubblicate da “Il Sole-24 Ore” mostrano che la dozzina di proposte ha molti punti in comune. Sotto il profilo tecnico, è meno difficile di quello che sembri trovare un punto d’incontro. Il problema è politico poiché tutte le proposte postulano un impegno di lungo periodo, dai 7 ai 25 anni, ben superiore all’arco di una legislatura. L’attuazione di ciascuna di loro – o di un mix delle migliori – richiede una forte e salda coesione politica, mentre i partiti appaiano sempre più frammentati e litigiosi. L’alternativa sarebbe un grande patto sociale, tra le forze sociali, preparato dal Cnel che già il 5 giugno scorso ha messo a raffronto le varie proposte allora sul tappeto.

Se i partiti non sono in grado di assicurare l’impegno di lungo periodo necessario, lo sono i sindacati e le organizzazioni degli imprenditori? Lo chiediamo a loro, sperando che numerosi rispondano all’interrogativo de Il Sussidiario?

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