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FINANZA/ 1. Campiglio: debito, un "miraggio" che farà affondare l’Italia

Pubblicazione:martedì 14 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 14 agosto 2012, 11.07

Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto) Mario Monti e Vittorio Grilli (Infophoto)

Il debito pubblico italiano raggiunge un nuovo record: 1972,9 miliardi di euro a giugno. Lo ha comunicato ieri la Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica. Riprende quindi con più vigore il dibattito sui piani “taglia-debito” al vaglio del Governo, che ha già annunciato degli interventi a partire da settembre. Si parla di dismissioni di immobili e persino di privatizzazioni di società pubbliche. Si sta poi facendo largo l’ipotesi della nomina di un “Supercommissario” al debito, sulla falsa riga di quanto avvenuto con Enrico Bondi, che dal 30 aprile ricopre l’incarico di Commissario straordinario per la spending review. Metodi e mezzi che però non sembrano convincere Luigi Campiglio, Professore di Politica economica all’Università Cattolica di Milano.

 

Cosa non la convince di questi piani per il taglio del debito pubblico?

 

Storicamente la riduzione del debito pubblico è avvenuta essenzialmente in due modi. Il primo è attraverso una “fiammata” inflazionistica, che fa sì che il valore dei titoli in mano ai creditori si ridimensioni in breve tempo. Questo intervento è tipico dei periodi postbellici. Il secondo metodo si sposa bene con una situazione come la nostra: l’unico grande fattore di riduzione del debito attraverso la generazione di avanzi primari via via in aumento è la crescita economica.

 

Su questo fronte il nostro Paese appare però parecchio indietro.

 

L’Italia fa certamente fatica sul piano della crescita. Ciò è dovuto a una politica fiscale molto austera. Se si guarda l’esperienza della Spagna negli ultimi due anni, si vede che ha varato prima di noi misure sempre più rigide, ma senza successo. Il risultato infatti è stato quello di ridurre ulteriormente il tasso di crescita dell’economia e quindi di generare un volume ancora minore di entrate. Mi sembra che nonostante questo precedente ci stiamo avviando sulla stessa strada. A mio modo vedere le ipotesi sul taglio del debito di cui si parla potrebbero forse migliorare qualcosa, ma non andrebbero a toccare il punto essenziale italiano: stiamo continuando a decrescere.

 

Qual è allora il suo suggerimento?

 

Direi che occorre un ordine diverso di priorità. Ora si guarda in primo luogo alla riduzione del debito pubblico e poi al resto. Personalmente la priorità mi sembra la buona occupazione e a seguire la crescita e la riduzione “consapevole” del debito. Questo si poteva già fare nel passato. Non è stato fatto ed è stato un errore molto grave. Ma guardiamoci un po’ in giro: Obama si giocherà la rielezione sul tema dell’occupazione e non su quello del debito.

 

Per una politica fiscale meno austera serviranno però delle risorse.


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COMMENTI
14/08/2012 - una domanda (francesco taddei)

chiedo al Prof. Campiglio se quello che lui auspica potra avvenire con al governo Monti.