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FINANZA/ Deaglio: lo scudo "fai da te" può aiutare l’Italia

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Chi venisse colpito dalla patrimoniale potrebbe anche decidere di lasciare il Paese. Inoltre, dato che le tipologie di capitale finanziario sono tante, potrebbero nascere dei contenziosi che potrebbero trascinarsi per lungo tempo. Per questo, al di là di quello che si è già fatto sull’Imu, è difficile pensare ad altre patrimoniali. Probabilmente occorrerebbe istituire un’anagrafe patrimoniale simile a quella francese prima di poter pensare a ulteriori interventi.

 

A proposito di possibili danni all’economia, c’è chi mette in guardia dal mettere in vendita le quote pubbliche di aziende ritenute strategiche, come Eni e Finmeccanica. Cosa ne pensa?

 

Il clima di una fase recessiva è sfavorevole alla vendita di beni pubblici in generale, perché vengono pagati meno. Non dobbiamo poi dimenticare che l’Eni è l’ultimo gioiello che ci resta a livello mondiale, l’unica impresa italiana che è veramente un player globale riconosciuto. In caso di vendita, insieme a questa società perderemmo anche una sorta di “rango”. E oltre a Eni ci sono altre aziende importanti. Va quindi fatta una scelta: ci interessa contare nel mondo o no? Vogliamo continuare a prendere decisioni o subire quelle altrui?

 

È per questo che la settimana scorsa ha proposto di utilizzare le riserve d’oro per risanare i conti pubblici?

 

Siamo il quarto detentore pubblico di oro al mondo. Per via di un accordo esistente tra i detentori, di questo oro non possiamo che venderne una piccola parte ogni anno, corrispondente a circa 1,5 miliardi di euro: una cifra che non guasta mai, ma di certo non risolutiva. In effetti, la mia era una proposta un po’ a latere rispetto al tema del debito; non tanto operativa sul fronte delle dismissioni, quanto utile per avere uno strumento in più per difendere i nostri titoli pubblici e quindi calmierare lo spread.

 

In che modo potremmo usare il nostro oro per abbassare lo spread?

 

Nel 1976 abbiamo dato il nostro oro in garanzia per un prestito (da parte della Bundesbank). Ora non ci servirebbe un prestito, ma una linea di credito con cui poter agire in controtendenza sul mercato nel caso i nostri titoli pubblici si trovino sotto attacco. Si potrebbe quindi depositare il nostro oro presso il Fmi in cambio di una linea di credito, pagando un interesse solo per la parte che venisse eventualmente utilizzata. Penso che potrebbe essere un’idea almeno da prendere in considerazione. Quello che mi stupisce, infatti, è che rispetto a tutte le proposte circolate ultimamente non si sia fatto mai riferimento all’utilizzo dell’oro. Sembra quasi un tabù.

 

L’Italia potrebbe quindi avere una sorta di scudo anti-spread “autonomo”.



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COMMENTI
15/08/2012 - Piano di riserva: uscire da euro (conviene) (Carlo Cerofolini)

Inutile girarci intorno con la pressione fiscale al 55% per le persone fisiche e al 70% per le imprese e con una spesa pubblica al 50% del Pil possiamo andare soli in recessione se non invertiamo la rotta e questo "sobrio e equo" governo non lo farà mai, anzi. Inoltre con la Costituzione che abbiamo e con il vecchio - rappresentato da personaggi che hanno prosperato in questo sistema, traendone non pochi vantaggi - che vuole rappresentare il nuovo ed il salvifico (sic) e con l'aggiunta di questa Ue, siamo spacciati, con chiunque vada al governo. Unica salvezza - oltre abbattere(op)pressione fiscale e spesa pubblica - cambiare la Costituzione in senso presidenzialista per avere così un governo "forte" che possa fare le riforme necessarie in senso liberale e che possa imporsi a livello Ue anche per ridiscutere trattati per noi iugulatori, come il fiscal compact, e far sì che la Bce possa battere moneta come la Fed Usa. Siccome però quanto sopra quasi sicuramente è un vasto programma e comunque ha tempi non brevi e visto che la casa brucia, occorre avere pure un piano di riserva, ovvero occorre prevedere di uscire dall'euro ordinatamente, prima che lo facciano Grecia e Spagna, perché anche come risulta da uno studio di luglio 2012 della banca d'affari Merrill Lynch, ci conviene prima di finire disastrati irreversibilmente.