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FINANZA/ 2. I nuovi numeri che fanno tremare l’Europa (e l'Italia)

Pubblicazione:giovedì 16 agosto 2012

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Le cifre, d’altronde, parlano chiaro. Nel secondo trimestre il Pil dell’Eurozona è tornato sottozero con una contrazione congiunturale pari al -0,2%, non accadeva dal quarto trimestre del 2011 (-0,3%), mentre il primo trimestre di quest’anno aveva registrato crescita zero. Tra le quattro maggiori economie dell’Unione monetaria, la Germania continua sì a navigare in controtendenza archiviando il secondo trimestre con una variazione trimestrale pari al +0,3%, ma aziende leader come Bmw o Puma cominciano a fare i conti con un netto rallentamento del loro export in Europa. Tiene la Francia, ma solo aggrappandosi alla crescita zero. La Spagna ha accusato una flessione al -0,4%. Fanalino di coda l’Italia al -0,7%. La frenata del ciclo potrebbe essere ancora in corso, gli indicatori suggeriscono un ulteriore indebolimento della crescita all’inizio del terzo trimestre. Mentre l’indice pmi composito è leggermente salito a luglio, l’indice eurocoin è sceso più in basso.

Queste tendenze sono coerenti con una contrazione del Pil dell’Eurozona nel terzo trimestre compresa tra il -0,3% e il -0,4%. Va ricordato che due contrazioni trimestrali consecutive del Pil definiscono tecnicamente una situazione di recessione. Il tutto, non scordando che l’Eurozona ha già registrato anche un calo della produzione industriale dello 0,6%. Nella notte tra lunedì e martedì, la clearing house Lch ha alzato i margini per la detenzione di debito italiano e spagnolo, per il semplice fatto che - come abbiamo visto prima - le banche di quei due Paesi stanno continuamente aumentando i loro prestiti presso la Bce. Altro giro, altro regalo: per quanto possa reggere il giochino, però, non è dato a sapersi.



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