BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

DDL SVILUPPO "BIS"/ La ricetta di Passera: nell'agenda digitale banda larga e start-up

Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera prepara le misure ma il bilancio pubblico non dispone di più di 2 o 3 miliardi da destinare al provvedimento atteso

Corrado Passera (Infophoto)Corrado Passera (Infophoto)

Misure per la crescita, in arrivo il decreto sviluppo “bis”: si va verso una pubblica amministrazione internet friendly e nuove misure a sostegno delle start up. Nel provvedimento, che è in agenda del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, saranno contenuti infatti due interventi in preparazione da tempo: quello sull'agenda digitale e quello per favorire le start up, cioè la nascita di nuove imprese. Ma le casse dello stato piangono. Non saranno stanziati più di 2/3 miliardi di euro.

Per quanto concerne l’e-government, un tema non certo nuovo negli ultimi anni, si tratta di realizzare la migrazione verso la telematizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e utenti (famiglie e imprese) e più in generale la diffusione dell'economia online. L’obiettivo primario di Passera e dell’esecutivo dunque è quello di raggiungere, entro il 2013, la copertura della banda larga di base (quella a 2 megabit per secondo) per la totalità della popolazione italiana. Al contempo occorre avviare la realizzazione della banda ultra larga (quella a 100 megabit) nelle grandi città. Il decreto, inoltre, introdurrà sgravi fiscali per favorire l'e-commerce, cioè gli acquisti e i pagamenti online.

Diversa la situazione per le misure per le start up. Il governo punta a convogliare in un unico fondo le risorse (alcune decine di milioni, secondo il Corriere della Sera) attualmente sparpagliate nelle diverse voci di bilancio pubblico. L’obiettivo è quello di concentrare risorse da destinare a progetti reputati migliori.

Ma il problema sono sempre i soldi. Sia sull'agenda digitale e la diffusione della banda larga e ultralarga sia sulle misure per le imprese, infatti, il problema maggiore è quello della scarsa disponibilità di risorse. Mentre per realizzare entrambi i progetti servirebbero investimenti elevati, in realtà il governo non potrà mettere a disposizione più di 2 o al massimo 3 miliardi di euro.

A motivo della scarsità di risorse, è molto atteso dalle imprese anche il provvedimento sulle semplificazioni, che sarà a a costo zero.