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FINANZA/ 1. Italia, l’"ultimatum" di settembre

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In tal caso, la patata bollente passerà a Mario Monti. E non solo a lui. Al di là delle chiacchiere di maniera, è impossibile che l’Italia possa restare fuori dalla bufera nel caso che la Spagna si rifugi sotto lo scudo. Più che chiedersi se l’Italia attiverà o meno la richiesta dello scudo, è il caso di domandarsi come l’operazione avverrà: un conto è offrire garanzie ai partner sul rispetto della tabella di marcia già approvata dal Parlamento, altro è subire controlli più stringenti e lesivi dell’autonomia politica del Paese. Ma più tardi ci si muove e peggio è. Più i comportamenti delle forze politiche e delle parti sociali si allontanano nella sostanza dalla linea del risanamento, peggio è.

In questa cornice torna utile la provocazione di Bill Gross. Prima o poi, dopo aver fissato le regole e ottenuto le garanzie richieste, l’Europa dovrà decidere quali e quante energie impiegare nella partita a difesa dell’euro. Per convincere la speculazione che l’euro non rischia una fine prematura o che prima o poi non si rischi un default drammatico di Bonos e Btp occorre che l’Europa politica riprenda al più presto l’iniziativa, convincendo gli irriducibili scettici alla Bill Gross.

Meglio prender atto, al più presto, che l’Europa ha in corpo grossi problemi strutturali senza farsi distrarre dalla cronaca minuta. Si torna a parlare di una richiesta di rinvio da parte della Grecia e della pronta reazione negativa della Germania. È un balletto che va avanti da anni e che ormai non attrae più i mercati. Meglio essere onesti: prendere atto che la riduzione dello stock di debito richiederà molti anni anche in presenza di una monetizzazione, cui si piegherà la Germania, che alla fine risulterà essere piuttosto aggressiva. In un ambiente internazionale sempre più complicato: gli acquisti di titoli da parte della Bce non potranno andare avanti molto a lungo senza che qualcuno in Germania si innervosisca e ne chieda la sospensione. Gli acquisti concentrati sul breve indurranno poi Italia e Spagna a emettere poco sul lungo e questo renderà più fragile e instabile il loro debito. L’avvicinarsi delle elezioni farà crescere in Germania la tentazione di dire e fare di nuovo qualcosa di ostile ai grandi debitori.



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COMMENTI
17/08/2012 - Ahi serva Italia.... (Carlo Cerofolini)

La situazione è grave ma non è seria visto che chi ci governa (?), nonostante i disastri combinati con una cura completamente errata, fatta di tasse e ancora tasse, che ci porta alla rovina, continua su questa strada e così, soprattutto la Germania, ci aspetta al varco per ridurci a colonia. Ciò detto a questo punto sono, purtroppo, quanto mai appropriate le parole del Sommo Poeta Dante: "Ahi, serva Italia di dolore ostello nave senza nocchiere in gran tempesta....."

 
17/08/2012 - I FALSI ANALISTI (ANTONIO DE BONIS)

Dov'era Shilling, Gross quando hanno creato la bolla USA? chi ha creato l'affare Lehman Broters, non certo l'Europa di Draghi, Merkel ed altri. Ora chi ha paura dell'Europa e di un Euro debole? Certamente sono altri, sono proprio quegli Americani che prima hanno assorbito capitali sonanti in cambio di patacche, adesso hanno paura della concorrenza che l'euro potrebbe creare. Purtroppo i nostri Amici Europei non hanno capito bene l'importanza dell'unione sia monetaria che politica, oppure sono al soldo degli americani. Se i Governati Europei capissero l'importanza strategica dell'Unione EU, anche con un EURO più debole, questo gioverebbe di più ai nostri mercati ed alla nostra industria è sono sicuro che il mondo intero industrializzato o emergente comincerebbe a tremare. Non ci sarebbe Cina o altri che tengano, oggi questi ridono e crescono sulle nostre disgrazie pregando che l'EURO salta in modo che loro ingrassano. Io non sono un analista finanziario ne tanto meno uno stratega geopolitico sono un semplice cittadino che cerca di ragionare con la testa. EUROPA APRI GLI OCCHI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.