BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 1. Italia, l’"ultimatum" di settembre

Infophoto Infophoto

Dopo la tregua d’estate, insomma, è lecito attendersi una fase più tosta, segnata da scelte politiche tanto più difficili quanto più saranno rinviate. L’Italia dei tecnici ha il dovere di mettere il Paese di fronte al bivio: la richiesta di aiuto è sacrosanta, una classe politica che non sa nemmeno darsi una legge elettorale o affrontare i tagli alle auto blu piuttosto che alle province non può illudersi di evitare all’infinito l’appuntamento con le riforme necessarie. La Germania, invece, dovrà chiedersi quale sforzo intende fare per assumersi la leadership europea che spetta all’economia più potente e avanzata.

Scelte pesanti, da farsi nel momento più difficile: Pechino alle prese con una frenata della congiuntura e un cambio politico così complicato come non succedeva da trent’anni; gli Usa alle prese con il fiscal cliff; i Brics alle prese con la siccità, il calo delle materie prime, i vincoli strutturali che stanno esplodendo in India e altrove. Non è il migliore dei mondi possibile. Ma la catastrofe di agosto, però, non c’è stata. Le Cassandre, quando sono ascoltate per tempo, possono essere smentite.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
17/08/2012 - Ahi serva Italia.... (Carlo Cerofolini)

La situazione è grave ma non è seria visto che chi ci governa (?), nonostante i disastri combinati con una cura completamente errata, fatta di tasse e ancora tasse, che ci porta alla rovina, continua su questa strada e così, soprattutto la Germania, ci aspetta al varco per ridurci a colonia. Ciò detto a questo punto sono, purtroppo, quanto mai appropriate le parole del Sommo Poeta Dante: "Ahi, serva Italia di dolore ostello nave senza nocchiere in gran tempesta....."

 
17/08/2012 - I FALSI ANALISTI (ANTONIO DE BONIS)

Dov'era Shilling, Gross quando hanno creato la bolla USA? chi ha creato l'affare Lehman Broters, non certo l'Europa di Draghi, Merkel ed altri. Ora chi ha paura dell'Europa e di un Euro debole? Certamente sono altri, sono proprio quegli Americani che prima hanno assorbito capitali sonanti in cambio di patacche, adesso hanno paura della concorrenza che l'euro potrebbe creare. Purtroppo i nostri Amici Europei non hanno capito bene l'importanza dell'unione sia monetaria che politica, oppure sono al soldo degli americani. Se i Governati Europei capissero l'importanza strategica dell'Unione EU, anche con un EURO più debole, questo gioverebbe di più ai nostri mercati ed alla nostra industria è sono sicuro che il mondo intero industrializzato o emergente comincerebbe a tremare. Non ci sarebbe Cina o altri che tengano, oggi questi ridono e crescono sulle nostre disgrazie pregando che l'EURO salta in modo che loro ingrassano. Io non sono un analista finanziario ne tanto meno uno stratega geopolitico sono un semplice cittadino che cerca di ragionare con la testa. EUROPA APRI GLI OCCHI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.