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Economia e Finanza

J’ACCUSE/ Pittella (Pd): così la Germania sta boicottando Europa (e Italia)

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I diktat tedeschi, giustificati dalla signora Merkel con l’insofferenza dell’opinione pubblica interna, non hanno evidentemente fondamento e il patto di solidarietà su cui poggia la forza e il progetto dell’Unione europea è messo pericolosamente in discussione per perseguire interessi nazionali ristretti e miopi. L’Italia sta pressando i suoi contribuenti per mantenere gli impegni assunti in Europa, ha riscosso e accantonato la quota di imposte da versare a quel fondo Salva-stati che potrebbe allontanare la speculazione dal debito sovrano europeo mentre la Germania lo sta boicottando, tenendo in bilico i mercati nell’attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale che, si badi bene, può essere positivo o negativo. 

L’attuale classe politica tedesca sta dimostrando di avere una visione pangermanica dell’Europa fondata sulla legge del più forte, delle convenienze del momento e sugli interessi nazionali, che costituisce un pericoloso passo indietro rispetto ai principi di solidarietà e coesione sui quali gli stessi connazionali padri fondatori, da Konrad Adenauer a Walter Hallstein, hanno poggiato i pilastri dell’Unione europea e ai quali hanno ancorato il destino dell’allora giovane democrazia berlinese. Sono comportamenti inaccettabili sui quali i paesi dell’Unione europea devono chiedere al più presto un chiarimento definitivo: i tedeschi ci dicano se vogliono ancora restare nell’euro e partecipare con passione e convinzione all'indispensabile costruzione degli Stati Uniti d’Europa, oppure no.

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