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CRISI GRECIA/ Economides (NYU): così la Merkel farà crollare l’euro

Pubblicazione:domenica 19 agosto 2012

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Si può dare la colpa ai greci quanto si vuole (specialmente al governo Papandreou del 2010, che accettò un infattibile programma senza proporre proprie alternative), ma quando le previsioni per la Grecia di Ue e Fmi parlano di una recessione del 3% e quella reale è sopra il 6%, l’Ue non dovrebbe ritenere responsabili i propri economisti per questo colossale errore? Inoltre, i leader dell’Ue non hanno mai cercato seriamente di proteggere l’euro. I fondi di stabilità Esm/Efsf sono terribilmente inadeguati e dovrebbero essere cinque volte tanto per poter coprire un’eventuale crisi in Spagna e Italia. Infine, i politici dell’Eurozona sono rimasti ripetutamente prigionieri della politica interna dei propri paesi, incapaci così di una più grande visione europea. Sfortunatamente, gli attuali leader nell’Eurozona sono politicamente dei nani.

 

Cosa pensa invece della Banca centrale europea?

 

È l’unica istituzione che funziona e sulla quale pesa il compito di assicurare la stabilità dell’Eurozona. Tuttavia, non si dimostra energica nelle sue decisioni, che sono spesso soggette a cambiamenti e senza sufficienti giustificazioni. Per esempio, la Bce ha inizialmente comprato titoli greci e portoghesi sul mercato secondario, poi ha smesso per più di un anno. Ha dichiarato poi che avrebbe ricominciato, con un effetto immediato sui mercati, ma il giorno dopo il suo presidente ha detto che ciò non sarebbe avvenuto subito, perché la cosa sarebbe stata studiata da un comitato, e avrebbe potuto essere attuata in settembre. Ovviamente l’impatto sui mercati è stato altrettanto diretto, ma di segno opposto. Questo andirivieni di dichiarazioni, come minimo, non ispira certamente fiducia. Se si fosse trattato di una grande banca (come Citibank, Barclays, JP Morgan) e il suo presidente avesse fatto dichiarazioni così contraddittorie da un giorno all’altro, sarebbe stato perseguito legalmente dall’Autorità di controllo e da privati.

 

Quali saranno le conseguenze di tutto questo?

 

La crisi greca poteva essere risolta nel 2010 con un costo di 200 miliardi di euro; la conduzione sbagliata della crisi porterà il costo a più di un trilione di euro, comprese le perdite derivanti dal rallentamento creato in tutta l’Ue dalla crisi greca e di altri paesi. I leader europei non riescono a capire che vivono in un mondo di mercati finanziari in cui non sono più i monarchi assoluti come una volta. Il loro comportamento dimostra che non sono in sintonia con la realtà. Per esempio, quando non hanno apprezzato il fatto che le agenzie di rating abbassassero le valutazioni su banche e Paesi dell’Ue, invece di tener conto delle indicazioni e cercare di sistemare le loro economie, hanno cercato di creare un’agenzia di rating sotto il loro controllo per ottenere le valutazioni da loro desiderate.

 

Cosa può succedere, secondo lei, ad altri Paesi come l’Italia?


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