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IL CASO/ Negli Usa va in scena la "vendetta" contro la finanza

Pubblicazione:domenica 19 agosto 2012

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Certo, perché lo suggerisce il Comitato di Basilea. Infatti, le agenzie di rating dicono ai giudici di andare a consultare il Comitato di Basilea. E' un giochetto che sinora ha funzionato bene, per la finanza e le banche s'intende.

Lasciando da parte queste bizzarre “regolamentazioni”, lei non vede una inversione di tendenza?  Non crede che ci sia una maggiore presa di coscienza della politica e dell'opinione pubblica nei confronti del sistema finanziario internazionale? In fondo, a parte alcune coincidenze di carattere politico, si stano facendo indagini in tutto il mondo, anche per quanto riguarda le manipolazioni sul Libor. Questa volta entrano in scena giudici e procure di tutto il mondo, non solo “movimenti” di protesta.


Che esista questa inversione di tendenza è indubbio. E' chiaro a tutti che la finanza è finita sotto accusa. Non a caso le parlavo all'inizio di questa diffidenza mediatica che si nota palpabilmente nei cosiddetti “santuari” del denaro. Ma è difficile immaginare che cosa possa saltare fuori da tutto questo.Ho letto sul “Financial Times” un lungo articolo, in cui si facevano alcune enfatiche considerazioni e si concludeva sostenendo che il mondo della finanza doveva liberarsi di “alcune mele marce” presenti al suo interno. Mi sembra una visione riduttiva. Quando si scoprì l'affare Barclay's, le manipolazioni sul Libor, si parlò all'inizio di un singolo caso. Ma il sospetto che quella pratica fosse diffusa, consolidata e praticata da molti venne a tutti gli operatori.

Ci sono in Italia alcuni “vecchi” osservatori della finanza che dicono, non con il tono di una battuta, che tra qualche mese si potrebbe avere una svolta nel sistema finanziario con l'arresto di una ottantina di personaggi di spicco internazionale.

Difficile rispondere e prevedere. Ora si fanno delle accuse al mondo della finanza e, in queste azioni giudiziarie, ci sono anche accuse più dettagliate e gravi. Se ad esempio si arrivasse a una formulazione precisa e convincente di queste accuse negli Stati Uniti sulle manipolazioni del Libor, per qualcuno si aprirebbe un lungo periodo di galera. In questo caso gli americani sono molto severi. E' diversa la questione relativa alle agenzie di rating. In questo caso, io credo, si arriverà a dei patteggiamenti, a delle soluzioni extragiudiziali.


(Gianluigi Da Rold)



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