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CONFCOMMERCIO/ Calo dei consumi: è il peggiore dalla fine della Seconda guerra mondiale

Secondo uno studio di Confcommercio, il calo dei consumi nel corso del 2012 è il peggiore che l'Italia abbia mai visto dagli anni Trenta. Stima del Pil per il 2012 in calo

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Taglio della stima del Pil relativo al 2012. Lo fa la Confcommercio che in un suo documento denuncia un calo dei consumi come il peggiore nella storia d'Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Una spesa che scende del 2,8% arrivando al paragone con una epoca storica come gli anni Trenta. Anche se i momenti peggiori di questa crisi si sono vissuti tra aprile e giugno scorsi. La stima relativa al Pil dell'anno in corso dopo questi dati viene comunque rivista in ribasso con un -2,2% e gli investimenti vengono dati in calo nel corso dell'anno del 6,5%. La stima del Pil che la stessa Confcommercio aveva annunciato lo scorso marzo era di un -1,3%, adesso diventa del -2,2. I dati sono presenti nel rapporto sulle Economie territoriali e il terziario di mercato presentato oggi da Confcommercio. Lo studio indica come il ribasso dei consumi delle famiglie (le famiglie cioè comprano sempre di meno beni di consumo) preveda nel corso del 2012 una perdita del 2,8% che è quindi la perdita più rilevante in Italia dal dopoguerra. Gli investimenti a loro volta crolleranno da -5,7% a -6,5%. Minimi storici, dunque secondo Confcommercio e lo conferma il direttore dell'ufficio studi Mariano Bella.  "Complessivamente la caduta biennale dell'economia italiana è ancora lontana dalla dimensione del cedimento del biennio 2008-2009 (-1,2% e -5,5%), ma non può essere considerato un semplice episodio fisiologico del ciclo economico" dice il direttore. oSggiugnendo che si tratta di una vera e propria recessione dalla quale sarà difficile uscire e della quale è difficile anche prevedere la reale intensità e l'estensione temporale. Tutoto il tessuto economico nazionale ne risentirà. Dunque confermate in pieno le voci di recessione che si sono sentite da mesi: l'Italia è ufficialmente sprofondata in recessione e come potrà uscirne e quando lo potrà è tutto da capire. Altri dati presenti nello studio di Confcommercio dicono che nel 2011 a vincere la classifica del valore aggiunto procapite è stata la provincia di Milano. La seguono Bolzano e Bologna mentre all'ultimo posto c'è la provincia di Crotone preceduta nell'ordine da Agrigento e Vibo Valentia.