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FINANZA/ Meglio uscire dall’euro, lo dice la matematica

La teoria dei giochi sembra ritenere irrazionale la tenuta dell’euro e rende così comprensibili le ostilità tedesche all’uso di fondi di salvataggio. L’analisi di GIOVANNI PASSALI

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Monti è andato a trovare Hollande, presidente francese. “Ora vedo una luce in fondo al tunnel”. Ma di che luce si tratta? Nessun chiarimento in merito. Poi vola a Helsinki, a trovare il collega finlandese. Uno dei tanti temi che riguardano l’Italia è l’incertezza della politica. “L’Italia non ha bisogno di salvataggi”, dichiara Monti. E poi aggiunge che, siccome i mercati tardano a capire il valore delle manovre italiane, allora lo spread potrebbe avere bisogno di un aiutino. E così, pure in questo caso, la politica manifesta tutta la sua incertezza. E pensare che abbiamo fatto tanta fatica per avere finalmente un tecnico alla guida dell’Italia! Finalmente un non politico; finalmente uno di cui fidarsi, anzi, uno di cui i mercati si potessero fidare. Uno che conosce bene i mercati, conosce bene l’Europa e i colleghi europei. Uno capace di parlare con linguaggio chiaro ai mercati finanziari; un tecnico in grado di fare le cose giuste, e di farsi capire dai mercati. E invece no: improvvisamente scopriamo dallo stesso Monti che “i mercati non hanno capito...”. Che abbia ragione Sallusti, direttore de il Giornale, a sottolineare i fallimenti di Monti e a chiedere che se ne vada a casa?

“Una luce in fondo al tunnel”. La frase mi è rimasta in testa, come un tarlo. Facciamo un po’ di conti. Il fondo Efsf ha una dotazione di 440 miliardi di euro. Di questi, circa 200 sono stati utilizzati per Grecia, Irlanda e Portogallo. Altri 100 sono stati di recente promessi alla Spagna. Ennesimo salvataggio inutile, sia chiaro: sia perché ne avrebbe bisogno di 300, sia perché a un Paese indebitato che ha problemi con il debito attuale, non si danno altri 100 miliardi di debito futuro. Come dare droga a un drogato in astinenza.

Il fondo Efsf comincia a essere a corto di carburante, e siamo ancora lontani dalla soluzione. D’accordo, si sta preparando il nuovo fondo Esm. Ma la Germania si è già messa di traverso. E c’è da capirla, la Germania. Per il fondo Efsf la Germania contribuisce con una percentuale del 27%, la Francia con il 20%, l’Italia con il 18%, la Spagna con il 12%. Ma se la Spagna non contribuisce perché deve essere aiutata, e l’Italia non contribuisce perché risorse non ne ha, la quota tedesca diventa 38%, mentre quella francese diventa 28%. Ma Germania e Francia, sono in grado di contribuire? Hanno tutti questi soldi? No, ovviamente.