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SCUDO ANTI SPREAD/ Reichlin (ex capo ricerca Bce): di fatto siamo già commissariati

Pubblicazione:lunedì 20 agosto 2012

Lucrezia Reichlin (Infophoto) Lucrezia Reichlin (Infophoto)

“Non vedo ancora la luce in fondo al tunnel per l’Italia”, è il commento rilasciato da Lucrezia Reichlin, ex capo della ricerca della Bce, in un’intervista alla Stampa. “Da quando Monti è arrivato qualcosa si sta muovendo ma è un fragile inizio”. E poi, “di fatto siamo già commissariati”. Secondo Reichlin “il problema va al di là della crisi del debito. È molto profondo ed è cominciato all’inizio degli anni ‘90”, e aggiunge, “occorre affrontare con grande determinazione il problema strutturale della bassa crescita, o l’Italia non ha prospettive”.

Mentre si discute del nuovo piano di Draghi che prevede la possibilità di fissare un “tetto” agli spread (da tenere nascosto agli speculatori) oltre il quale la Banca centrale europea possa acquistare i titoli del debito dei paesi in difficoltà sul mercato secondario; e mentre in Germania sono state già rese note le perplessità del ministro delle finanze (che ha definito “problematica da un punto di vista teorico” l’ipotesi) e della Bundesbank (“può comportare considerevoli rischi alla stabilità”), Reichlin fa invece riflettere sui fondamentali dell’economia italiana. “Ho l’impressione”, spiega, “che l’Italia sia ormai al di là del contagio, i suoi dati economici sono molto negativi e in peggioramento. Noi siamo a rischio indipendentemente dalla Spagna. L’Italia è nel bel mezzo di una prolungata seconda recessione. E forse è l’unico paese, insieme alla Grecia, che non è ancora tornato a livelli pre-crisi”.

Un quadro non certo ottimistico che porta l’ex capo della ricerca dell’Eurotower a constatare che, “se il piano di risanamento si può evitare è meglio, ma non è questo il punto centrale. Di fatto siamo già commissariati, c’è già un governo tecnico, c’è stata un anno fa la famosa lettera di Trichet, agiamo già entro binari molto stretti”.

Cosa propone Reichlin. "L’Italia deve avere il coraggio di smettere di pensare a come cavarsela nel breve periodo e fare scelte coraggiose che implichino grandi cambiamenti su come funziona la nostra società".


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