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FINANZA/ Faia (Goethe University): vi spiego perché un tetto allo spread può far male all’Italia

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Perché il debito è molto alto: l’entità degli acquisti in quel caso sarebbe così elevata che non sarebbe possibile attuarla con dei semplici aumenti della dotazione dell’Efsf da parte di paesi come la Francia e la Germania. Stampare moneta per comprare debito direttamente sarebbe invece contro le regole e la ragione stessa per cui la Bce è stata creata. Se l’Italia è intenzionata a richiedere questo tipo di aiuto sarebbe sensato chiedersi perché non torna ad avere una sua banca centrale nazionale a cui può chiedere di tornare a comprare debito come avveniva negli anni ‘80. È comunque convincimento comune (si evince anche dalle parole di Draghi) che la crisi si possa risolvere in modo definitivo andando alla radice del problema, cioè alla riduzione del debito. Gli interventi sarebbero solo un aiuto temporaneo e potrebbero addirittura aumentare i rischi di speculazione come avvenne per gli interventi sulla lira nel 1992.

 

Ci spieghi meglio.

Il rischio c’è: tutte le volte che si dichiara di essere disposti a intervenire fino a un certo limite, gli speculatori entrano sul mercato per speculare sul quel limite. Si potrebbe dichiarare di intervenire illimitatamente stampando moneta, ma gli interventi illimitati non esistono: ci sarebbe sempre un punto in cui la Bce smetterebbe di stampare moneta per evitare l’iperinflazione.?Gli interventi illimitati per comprare debito erano stati attuati dalla Germania negli anni ‘20: la Reichsbank stampava moneta anche di notte per far fronte ai debiti di guerra. Il risultato è stato la seconda più grande iper-inflazione della storia. Credo che questo tipo di logica sia ormai estranea ai banchieri centrali moderni.

 

Quali e quanti soldi sarebbero utilizzati per l’acquisto dei titoli?Quelli del Fondo salva-stati (Efsf-Esm)?

L’attuale dotazione del Fondo salva-stati è chiaramente insufficiente per salvare Italia, Spagna, banche e chiunque chiedesse aiuti. Anche se il fondo venisse aumentato Francia e Germania non avrebbero i soldi sufficienti per salvare tutti i paesi: come dicevo sopra nel caso dell’Italia l’ammontare di acquisti necessari, anche solo per abbassare significativamente lo spread, potrebbe essere troppo alto. Rimane poi la questione che la Germania (insieme ad altri paesi della zona euro) si dichiara disposta a continuare a fornire aiuti se c’è una reale mutualizzazione (tutti i paesi contribuiscono a un fondo comune di assicurazione o forniscono delle garanzie reali quando ricevono prestiti da altri stati) o una strada ben definita verso l’unione fiscale (con condivisione di sovranità in un sistema federale). Le unioni fiscali seguite a quelle monetarie (come negli Stati Uniti) prevedono infatti questo. Non sono considerate rassicuranti le dichiarazioni di politici o ministri che chiedono interventi (o aiuti) senza cessioni di sovranità e senza concessioni di garanzie reali. In breve: in economia il free lunch non esiste. La strada verso gli eurobond o l’unione fiscale potrebbe continuare se ci fosse disponibilità da entrambi i lati a discutere la condivisione di sovranità.

 

Quali sarebbero le condizioni da rispettare per i paesi che decidono di ricorrere allo “scudo antispread”? I paesi (Italia e Spagna in primis) le accetteranno?