BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Faia (Goethe University): vi spiego perché un tetto allo spread può far male all’Italia

InfophotoInfophoto

Il documento del Consiglio europeo di giugno in cui si era ribadito l’uso dei fondi dell’Efsf (l’uso di tale fondo per dar aiuti ai paesi in difficoltà era già previsto da prima) diceva chiaramente che per avere gli aiuti (interventi sui mercati dei titoli) bisognava rispettare le condizioni di sostenibilità definite fino ad allora, in pratica il “fiscal compact”. La verifica del rispetto dei criteri ovviamente doveva avvenire non sugli annunci, ma sull’effettivo raggiungimento degli obbiettivi. I criteri prevedono zero deficit e rientro del debito verso il 60% del Pil entro dieci anni. Tutte queste cose sono chiare nei documenti europei e per i governi che li hanno firmati.

 

Crede che possa essere una soluzione efficace per contrastare l’andamento degli spread o è solo un palliativo? 

Come detto sopra è noto a tutti che è solo una soluzione temporanea. Bisogna rientrare dal debito. Si può fare: senza aumentare le tasse, ma tagliando la spesa. I mercati aspettano questo.

 

La Corte costituzionale tedesca darà il via libera all’Esm? 

La percezione è che lo darà, ma ribadirà le condizioni e la richiesta di garanzie.

 

Cosa pensano in Germania di questo dibattito? 

 

Non ritengono utili dichiarazioni in cui ci si oppone alla cessione o condivisione di sovranità: sono contrarie alla natura stessa di un’unione fiscale (anche solo parziale). Non vedono di buon occhio gli interventi sugli acquisti di debiti perché sono coscienti che sarebbero solo una soluzione temporanea.

 

Ci sono proposte alternative valide? 

L’alternativa migliore è quella del Fondo di redenzione europeo proposto dai cinque saggi. È il migliore compromesso tra una mutualizzazione e una parziale unione fiscale. La proposta sommariamente prevede che i paesi con debito superiore al 60% “possano” richiedere di trasformare il loro debito nazionale in eurobond (quindi pagando dei tassi di interesse minori). I paesi che lo richiedono devono presentare un piano di rientro dal debito su un arco di circa venti anni (una generazione) e fornire una garanzia reale del 20% (riserve auree o altre attività reali). La proposta ha ricevuto il favore di molti economisti. Qui in Germania è appoggiata fortemente dai Socialdemocratici che vogliono adesso discuterla in Parlamento: la considerano infatti il miglior compromesso tra aiuti concreti ai paesi in difficoltà e la richiesta di garanzie da parte della Germania. La proposta era anche sul tavolo del Consiglio europeo di giugno disponibile per la discussione.

 

Cosa ci si deve aspettare per settembre? 

Queste previsioni sono impossibili. C’e’ un timore generalizzato in quanto le crisi si scatenano spesso dopo l’estate (la crisi della lira, la crisi del 2008, ecc.): c’è una ragione logica per questo. Non è detto che sarà così questa volta: dipende da quanto coraggio ha il governo Monti nel fare i tagli di spesa e le riforme.

 

(Matteo Rigamonti)

© Riproduzione Riservata.