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FINANZA/ I numeri che spezzano l’euro in due

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A partire da oggi, quando il Tesoro spagnolo tornerà alla prova dei mercati con un'asta in cui spera di collocare fra i 3,5 e i 4,5 miliardi di bonds a 12 e 18 mesi. Nella precedente asta di titoli a un anno e un anno e mezzo, realizzata lo scorso 17 luglio, l'organismo pubblico è riuscito a superare l'allora massimo previsto, con 3,561 miliardi di euro, con interessi rispettivamente del 3,99% e del 4,35%. Il Tesoro ha già collocato il 72,2% (62,016 miliardi di euro) delle emissioni previste per il debito a lungo termine in tutto l'esercizio (85,9 miliardi di euro), con un costo medio di interessi al 31 luglio scorso, del 3,43%, al di sotto del 3,9% con cui si è chiuso il 2011. E se per il 28 agosto è prevista una nuova asta per i bills a 3 e a 6 mesi, le emissioni lorde di debito spagnolo per il resto dell'anno in corso sono stimate in 8 miliardi al mese, il che significa o un'emissione monstre ogni trenta giorni o due da 4-6 miliardi, un qualcosa che porterebbe con sé una pressione spaventosa sul mercato. Il problema è che se la Spagna giungerà a un aggiustamento delle necessità di prestito netto, la quota mensile da emettere salirà a 13 miliardi: ingestibile, totalmente ingestibile. In tal senso, l'asta di Bonos a 10 anni prevista per il 6 settembre prossimo sarà un vero e proprio banco di prova.

Sempre in settembre, poi, Moody's completerà la sua revisione del rating di credito della Spagna: con un downgrade di più gradini, i bonds spagnoli rischiano una vera e propria sell-off da parte dei money-market funds, soprattutto quelli asiatici che hanno nello statuto l'impossibilità di detenere obbligazioni sotto l'investment grade. Inoltre, sempre il mese prossimo saranno resi noti i risultati degli stress test sugli istituti bancari iberici, a ridosso dell'Eurogruppo e dell'Ecofin già fissati per il 14 e 15 settembre e della sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo Esm.

I mercati, quindi, entro ottobre attendono fatti e non più proclami: con la Germania nettamente contraria, cosa potranno ottenere gli altri governi e la Bce? Ma siamo ottimisti: Madrid passerà indenne questo test e completerà il rifinanziamento del suo debito per il 2012. E l'anno prossimo? Bene, l'ammontare totale di emissioni lorde spagnole per il 2013 è di 120 miliardi di euro, il 40% in più rispetto a quest'anno, il 20% in più del 2009 e quattro volte quanto emesso mediamente nei quattro anni precedenti. Questo, poi, al netto di prestiti ormai inesigibili per le banche spagnole saliti al massimo di tutti i tempi, con un livello di crescita mai visto negli ultimi tre anni.

Inoltre, anche un altro dato - ignorato da tutti i grandi media - ci fa capire che qualcosa sta scricchiolando. La linea di swap tra Bce e Fed di New York per il finanziamento in dollari a sette giorni, alla fine della scorsa settimana ha toccato la cifra di 9,3 miliardi di dollari, la più alta dal 9 dicembre 2009. Sono state dieci le banche europee a sfruttare la linea di swap della Bce, sintomo che in Europa dieci istituti avevano di-spe-ra-ta-men-te necessità di finanziarsi in dollari a tempo di record e a qualsiasi costo per avere ossigeno per altri dieci giorni e raggiungere il traguardo di settembre, alla faccia della panzana del Libor e dei proclami di assoluta salute delle banche del Vecchio continente.


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COMMENTI
21/08/2012 - Euro a 2 velocità (J B)

Caro Bottarelli, Concordo con lei. E' da oltre 1 anno che lo dico anche io: l'Euro a 2 velocità (o qualcosa di simile, se non lo chiamano più Euro) è l'unico modo per tenere in piedi l'Europa. Un ritorno alle monete pre-Euro distruggerebbe la UE e le migliaia di poltrone e privilegi di tanti politici. Credete veramente che mollerebbero l'osso? Tuttavia, la UE potrebbe anche giocare il ruolo dell'utile idiota. Mi spiego: una implosione della UE con ritorno alle monete pre-Euro potrebbe riaccendere il focolaio di nazionalismi pericolosissimi che si manifesterebbero subito con la fine della libertà di scambio di merci, servizi e con la fine della libera circolazione di capitali e merci all'interno della UE. Una Euro a 2 velocità, invece, dovrebbe mantenere inalterate le 4 libertà sopra menzionate, certo, con il prezzo di tenerci i politicanti europei. Insomma, tutto il piano verrebbe venduto al popolino bue con la solita tiratera che sarà prodromico alla unione fiscale e bla, bla, bla... Tuttavia, caro Bottarelli, nel breve forse i tedeschi si compreranno le Ferrari con uno sconto del 30-40%... ma con effetti devastanti per il risparmiatore piigs e per le importazioni (pensi al prezzo della benzina). Insomma, con la svalutazione non se ne esce comunque. Si tratta di una strada già praticata in Italia negli anni 80 e 90 che ci ha regalato il quasi fallimento, evitato, dall'Euro (che tra l'altro è costato un 50% di svalutazione). Saluti