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Economia e Finanza

L’INTERVISTA/ Passera: subito le misure per i nuovi imprenditori

Corrado Passera (Infophoto)Corrado Passera (Infophoto)

Abbiamo già varato due interventi molto forti. Il primo riguarda i “bonus” ristrutturazione e riqualificazione energetica, con cui lo Stato sostiene - se cosi si può dire - il 50% dell’importo complessivo dei lavori per una cifra complessiva che può arrivare fino a quasi 100.000 euro. Si tratta di una misura che può potenzialmente far aprire centinaia di migliaia di piccoli cantiere in Italia.

 

E il secondo intervento?

 

Abbiamo già destinato 35 miliardi di euro a determinati progetti infrastrutturali con tanto di scadenze, che si spera possano arrivare fino a 50 miliardi di lavori entro la fine della legislatura. Inoltre, abbiamo anche stanziato fino a 50 milioni l’anno (a partire dal 2013, mentre sono 25 per il 2012) per incentivare l’assunzione a tempo indeterminato di personale altamente qualificato. Credo che 4-5mila “cervelli” l’anno che fanno ricerca e innovazione assunti nelle imprese possano contribuire a cambiare un Paese. È chiaro che non abbiamo tante risorse e che dobbiamo concentrarle dove la leva per creare occupazione è più forte.

 

Si parla già di un prossimo pacchetto sulla crescita: come sarà? Ci sarà il riordino degli incentivi alle imprese o il cosiddetto “piano Giavazzi” è stato accantonato?

 

Non è stato accantonato, si tratta di uno dei provvedimenti su cui stiamo ancora lavorando: il rapporto Giavazzi conferma l’opportunità di quanto già realizzato in termini di ridisegno degli incentivi e indica criteri per intervenire da ora in avanti. Per quanto riguarda il prossimo pacchetto di misure per la crescita, che potranno arrivare con uno o più provvedimenti, a settembre ci sarà l’annunciato completamento delle misure per aiutare la nascita di nuove imprese, le start up. Inoltre, non bisogna dimenticare la legge annuale sulle Piccole e medie imprese e il grande progetto dell’agenda digitale che dovrebbe facilitare l’e-government, l’e-commerce e la scomparsa del digital divide. C’è poi un gruppo di lavoro che si sta occupando dell’attrattività degli investimenti esteri. Arriveranno anche interventi di semplificazione, che è un altro dei temi su cui il governo sta lavorando fin dall’inizio.

 

Il lavoro sulla crescita è quindi tutt’altro che finito.

 

L’agenda per la crescita che è stata definita nei primi mesi di attività del governo ha un suo svolgimento preciso, che arriverà fino al termine dell’attività dell’esecutivo. Come vediamo, mese dopo mese si sta realizzando, si trasforma in fatti concreti.

 

In questa fase di crisi, lei ha sottolineato che il nostro Paese paga un ritardo sulla produttività che può essere più grave dello spread. Secondo lei, sono più le imprese o i sindacati a doversi impegnare per affrontare questo nodo?