BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DERIVATI/ Degli Innocenti (Il Sole 24 Ore): Londra e Bruxelles imparino dalle regole Usa

Pubblicazione:mercoledì 22 agosto 2012

Infophoto Infophoto

È di pochi giorni fa la notizia che il Chicago Mercantile Exchange (Cme), il più grande mercato finanziario per capitalizzazione del mondo, ha deciso di aprire una nuova sede operativa a Londra per lo scambio di derivati. La nuova "Borsa dei derivati" farà da concorrente ai rivali Deutsche Borse e Nyse Euronext. Ilsussidiario.net ha intervistato Nicol Degli Innocenti, corrispondente dalla City per il Sole 24 Ore e attenta osservatrice delle dinamiche dei mercati finanziari, per chiederle che cosa comporterà la nuova apertura cercando di capire quali sono i rischi e quali invece le esternalità positive che un simile evento comporta. Degli Innocenti è certa che essa rappresenta "un vantaggio per Londra, che conferma il suo status di centro finanziario europeo, e anche per l'Europa, che conferma la sua centralità e importanza, anche per chi vuole operare sia con l'Asia che con gli Stati Uniti". E sul momento politico negativo che la City sta attraversando dice: "Il Governo britannico è abbastanza ondivago: da un lato condanna le banche e critica i loro eccessi per essere in linea con l'opinione pubblica, dall'altro vuole a tutti i costi tutelare il ruolo di centro finanziario d'Europa di Londra e non eccedere con la regolamentazione". Ma proprio sulla regolamentazione, mentre gli Usa hanno adottato il Dodd-Frank Act, Bruxelles e Londra devono ancora far sapere come sono intenzionate a muoversi per fissare paletti ai rischi della finanza speculativa. Il dialogo con Degli Innocenti è stato anche occasione per chiedere cosa pensano gli inglesi della crisi dell'eurozona.

 

Il Cme ha annunciato il piano per aprire una “Borsa dei derivati” a Londra. Può spiegarci in parole semplici di cosa si tratta?

 

Il Chicago Mercantile Exchange, che è il maggiore mercato al mondo per capitalizzazione, ha scelto Londra come sede di una nuova Borsa dei derivati. È scontato che la Financial Services Authority dia il necessario permesso e si prevede che il nuovo Exchange aprirà a metà 2013. Si tratta di una piattaforma sulla quale verranno scambiati i derivati, cioè strumenti finanziari il cui valore deriva dal prezzo dell'attività sottostante, che può essere un titolo, un tasso di cambio o un indice, oppure "reale" come oro o petrolio. È un mercato in forte crescita e il Cme è il peso massimo mondiale: lo scorso anno ha gestito 3,4 miliardi di scambi.

 

Cosa cambierà per i cittadini europei? Quali sono i vantaggi e quali i rischi?

 

Per i cittadini che sono anche investitori rappresenta una possibilità in più. Negli ultimi anni di crisi delle Borse con i titoli in picchiata le piattaforme di derivati hanno registrato una forte crescita. La decisione del Cme rappresenta un vantaggio per Londra, che conferma il suo status di centro finanziario europeo, e anche per l'Europa, che conferma la sua centralità e importanza, anche per chi vuole operare sia con l'Asia che con gli Stati Uniti. Ed è positivo il fatto che ci sarà maggiore concorrenza nel settore, finora in Europa dominato da due megagruppi, Deutsche Borse con Eurex e Nyse Euronext con Liffe.

 

E i rischi? La crisi finanziaria non ha avuto origine da un uso sconsiderato degli strumenti derivati? Non dobbiamo preoccuparci nemmeno un po’?

 

Dallo scoppio della crisi finanziaria a oggi è passata molta acqua sotto i ponti. Innanzitutto sono cambiate le regole e c'è molta più supervisione e trasparenza. Proprio per evitare problemi le autorità stanno spingendo da tempo per una gestione dei derivati sugli “Exchange”, che sono regolamentati e alla luce del sole. Detto questo, restano grandi differenze tra gli Stati Uniti, l'Europa e la Gran Bretagna su questo fronte. Gli Usa hanno approvato il Dodd-Frank Act che introduce regole severe, mentre il mese prossimo Bruxelles discuterà un progetto di direttiva sul mercato dei derivati. Quanto a Londra, è sempre più decisa a seguire la propria strada lontano da Bruxelles: senz'altro dietro la decisione di Cme c'è anche la speranza di essere soggetti a meno scrutinio che altrove.

 

L’apertura di una Borsa dei derivati deve esser vista come un tentativo buono della finanza di darsi regole da sé o è il preannunciarsi di nuovi pericoli legati alla finanza speculativa?


  PAG. SUCC. >