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FINANZA/ 2. Così l’Europa vuol "sbarazzarsi" della Bce

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Sta per iniziare una serie di incontri bilaterali (Merkel-Hollande oggi giovedì 23 agosto, Merkel-Samaras domani venerdì 24, Hollande-Samaras sabato 25, per citare i principali e imminenti). Il loro obiettivo è di preparare la consueta riunione dell’Ecofin all’inizio di settembre che, ogni anno, tenta (non sempre con grande successo) di forgiare la posizione europea per l’assemblea annuale di Banca Mondiale e di Fondo monetario internazionale in calendario all’inizio di ottobre a Tokyo (si sarebbe dovuto svolgere al Cairo, ma ragioni di sicurezza hanno indotto, all’inizio di giugno, a spostare la sede dell’appuntamento).

Pochi hanno notato che, mentre in passato queste riunioni bilaterali si svolgevano a livello dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, in questi ultimi giorni di agosto, sono i Capi di Governo a scendere in campo. Una chiara indicazione che all’Ecofin in calendario il 14-15 settembre a Nicosia (Cipro presiede l’UE in questo semestre) i Ministri dovranno operare su binari già ben definiti. La carne al fuoco è moltissima: dalla crisi economica e finanziaria dell’eurozona alla possibilità (ammessa dal Presidente dell’Eurogruppo) che la Grecia lasci (o venga invitata a lasciare) l’unione monetaria), dal futuro del fondo salva-Stati (una prima pronuncia della Corte Costituzionale tedesca è attesa per il 12 settembre, proprio alla vigilia dell’Ecofin visto che i Ministri arrivano a Nicosia nel pomeriggio del 13) all’eventuale richiesta di aiuti all’Ue da parte della Spagna (e forse anche dell'Italia). Tra tanti temi e tante dichiarazioni, spesso contraddittorie, di leader europei grandi e piccoli, non è facile trovare un filo che consenta di tracciare prospettive.

A mio avviso, ce n'è uno su cui, specialmente in Italia, si sta dando meno attenzione di quanto meriterebbe: il probabile ridimensionamento della Banca centrale europea (Bce) tanto nella soluzione (se ci sarà) della crisi quanto, soprattutto, nel futuro dell’unione monetaria (nelle forme che assumerà). Non si tratta di dare credito all’insofferenza nei confronti della Bce (e del suo attuale Presidente, Mario Draghi) da parte di molti politici europei (non solo tedeschi),  anche se le frasi di Draghi sull’irreversibilità dell’euro non hanno avuto alcun seguito (in quanto, nei fatti, sconfessate dal Consiglio della Banca, ossia dal più alto organo di governo dell’istituzione). Le ragioni sono più profonde e riguardano sia il breve che il lungo termine.


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