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L'INTERVISTA/ Benetton: meno tasse e più giovani

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012

Alessandro Benetton Alessandro Benetton

Siamo usciti dalla Borsa per rimetterci in gioco, sperimentare. La decisione di entrare nel mercato azionario, nel 1986, fu molto utile: il mercato si dimostrò un acceleratore di crescita e sviluppo. Oggi però abbiamo bisogno di ridefinirci e di ragionare a lungo termine, non per trimestri. La direzione che stiamo seguendo è quella di un marchio che sappia identificarsi sempre di più con i propri prodotti, rimettere al centro la qualità di una moda che non sia “usa e getta”. Questo è tra l’altro un nostro punto di forza, che ci distingue dai nostri concorrenti.

 

Quanto è importante per un gruppo industriale internazionalizzarsi? Quali sono le aree del pianeta che a suo giudizio presentano le prospettive migliori?

 

L’internazionalizzazione sarà sempre più un passaggio obbligato. Già da molti anni, ancora prima che si parlasse di globalizzazione, Benetton guardava al mondo come al proprio mercato di riferimento. Ancora oggi, la notorietà del marchio a livello globale e la capacità di adattarci ai gusti locali ci stanno dando ottimi risultati nei mercati emergenti.

 

(Lorenzo Torrisi)



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