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FINANZA/ 1. Fortis: la crescita? Un sogno da dimenticare

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L'anno venturo dopo le prossime elezioni, chi vincerà dovrà decidere se mettere mano agli incentivi fiscali,  e tagliare le spese. Da un punto di vista economico e finanziario l'orizzonte americano è molto incerto. Non c'è punto del mondo dove si possa guardare con delle certezze, anche perché ormai l'economia mondiale è tutta collegata. Siamo entrati nella grande depressione come dopo il 1929, siamo in presenza di un'anemia economica senza precedenti. Si può affermare che l'economia mondiale è in “frenata libera”, questa è la realtà dei dati. Angela Merkel farà un viaggio in Cina, sperando di poter aumentare il suo export in quel Paese, dato che il mercato europeo non è certo favorevole. Non so come lo possa immaginare, dato che anche il motore cinese comincia a rallentare.

  

Si possono immaginare vie d'uscita?

  

A livello europeo, già mi accontenterei degli EuroUnionBond. Questa sarebbe una soluzione possibile e positiva  per lo meno per l'Europa. E, con la proposta di mettere in garanzia degli asset, si risolverebbero anche i problemi di sovranità. In più ci sarebbe vera unione e compattezza. Ecco, in questo caso, potremmo dire che l'unione fa la crescita. Purtroppo credo che dovremo aspettare lo stillicidio delle elezioni tedesche, con tutte le contorsioni delle posizioni all'interno della Germania. A livello mondiale basterebbe almeno un po' più di collaborazione, come ci si aspettava dopo il G20 del 2008, dopo lo scoppio della crisi dei subprime. Tutto questo non è avvenuto e si sono lasciate incancrenire le cose: la Grecia, la bolla immobiliare spagnola, lasciata sottotraccia per quattro anni, mentre dovranno fare la famosa bad-bank, la mancata riforma del sistema finanziario internazionale. Quello che fa più impressione è la “Babele” di comunicazioni economiche che arrivano da tutti i Paesi, tutte voci una differente dall'altra, in contrasto l'una con l'altra.

 

Non si può certo imputare questo al governo di Mario Monti

 

Assolutamente no. Il problema è di tale portata che in questo momento, mi si lasci la battuta, né Monti, né il mago Zurlì, né Nembo Kid sarebbero in grado di promuovere e favorire una crescita. Certo, l'Italia ha soprattutto i muscoli, ha fatto vedere di saper riparare al deficit, di imporre una tassazione che se applicata in Grecia o in Spagna provocherebbe immediatamente una rivoluzione. Questo ci ha portato lodi e consensi dall'estero, tanto è vero che adesso sembra scoppiato quasi un idillio con le agenzie di rating; ma il Paese è in depressione. Quindi la sostanza non cambia rispetto alla crescita che non si può fare. Perché oggi una famiglia dovrebbe consumare? Perché dovrebbe spendere quando non sa ancora quante tasse dovrà pagare nel prossimo anno? Perché qualcuno dovrebbe investire ? E senza consumi e senza investimenti, si può anche aprire un'azienda con un euro, ma non si va da nessuna parte rispetto ai problemi della crescita.

Quindi, cosa resta da fare al governo?

 

Può realizzare delle riforme, e raccoglierne, in futuro, i frutti; realizzare un avanzo primario “monstre”, con il quale fare aggiustamenti necessari per gli esodati, in materia di riforma del lavoro. Ma per favore lasciamo perdere i sogni di crescita.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
25/08/2012 - Luci in fondo al tunnel (Vittorio Cionini)

A chi vede luci in fondo al tunnel suggerisco una visita da un buon oculista. Vittorio Cionini

 
25/08/2012 - Botti d' Agosto (Diego Perna)

Dopo le ferie agostane col caldo che non ci ha mai lasciato, mentre si sentono ancora gli echi delle fuoriuscite dai tunnel, ( ormai quando passo in galleria penso a Monti e a tutti i ministri economici del caso) e vi giuro che non ne posso più di frasi tipo avviare il motore dell crescita, o mantenere i conti in ordine, come fossero camicie in un cassetto, i conti o tornano o non tornano, oppure sono in pareggio tra entrate e uscite, preferirei infatti conti disordinati e imprese che non chiudono, ormai stiamo inventando un nuovo linguaggio, per chi non ne fosse ancora accorto, una botta di realismo così tutta d' un botto del Fortis, ci fa riaprire gli occhi e rialzare la guardia ( in attesa forse del botto finale...scherzo era solo una battuta, col botto.Dimenticavo succede quando si deve dire contemporaneamente tutto ed il suo contrario, in momenti storici particolari come il nostro che chi deve comunicare concetti contraddittori ha bisogno di nuovi linguaggi, mi piacerebbe che quache studioso tratasse l' argomento. Il Sussidiario potrebbe pubblicare in merito. Buona Giornata e buon rientro ... nella realtá.