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FINANZA/ 2. Grecia, Italia, Ue: ecco la cura per salvare l’euro

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No. La soluzione ipotizzata nei termini suddetti può essere concordata esclusivamente e livello europeo. In aggiunta, le Nazioni dovrebbero siglare un patto di ferro che le impegni, una volta innescata la ripresa grazie all’aumento della spesa, a rimettere i conti in ordine. In sintesi, l’unico strumento per uscire dalla crisi è una politica fiscale espansiva in un contesto di rigore futuro, non appena la macchina sia ripartita.

 

E se la Grecia uscisse dall’euro?

 

Anzitutto, si produrrebbe un contagio psicologico tale per cui, ad esempio in Italia, una volta compreso che il passaggio è tecnicamente possibile, si determinerebbe un fuga dei capitali all’estero definitiva. Si sarebbe tradito, inoltre, un immenso progetto politico in cambio di pochi vantaggi di breve periodo.

 

Eppure, il Paese che dovesse tornare alla divisa nazionale, si ritroverebbe con una moneta fortemente svalutata capace di riattivare la competitività e i consumi

 

Non c’è dubbio. Tuttavia, in una Grecia sganciata dall’Europa, ogni scenario diventa possibile. Anche il ritorno, magari tra un decennio, di un regime analogo a quello dei Colonnelli. Ipotesi, del resto, verosimile in un qualunque Paese  ove sussista un enorme disagio economico - condizione dalla quale è emersa pressoché ogni dittatura - e che non sia inscritto in una cornice politica e istituzionale di ampio respiro come quella europea. All’interno di un mondo globalizzato, dove gran parte del futuro delle prossime generazioni si decide al tavolo dei grandi, inoltre, il peso di un singolo Paese si rivelerebbe praticamente inesistente.

 

(Paolo Nessi)

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