BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

BUBA vs DRAGHI/ Tutte le carte del governatore nella partita con la Merkel

Mario Draghi (InfoPhoto)Mario Draghi (InfoPhoto)

Occorre uscire da una logica dei guadagni a breve termine, e sposarne una più lungimirante. Il problema della Germania è che non si abitui alla “droga dello spread”, che finora le ha consentito di finanziarsi a tassi negativi. Ciò ha creato quindi una situazione anormale che avvantaggia i tedeschi. E’ la “diabolicità” dello spread, uno strumento che di fatto divide gli interessi tra i Paesi membri dell’Ue contrapponendoli tra di loro. Il mio timore è che la Germania non intenda rinunciare a questo vantaggio a breve termine, anche se sarebbe la strada maestra per evitare la dissoluzione dell’euro e a medio termine ne beneficerebbero gli stessi tedeschi. Tanto è vero che anche in Germania le posizioni sono diversificate.

 

In che modo?

 

Angela Merkel è una delle personalità più morbide nei confronti di Draghi e di Monti. Lo stesso membro della Bundesbank presente nel direttorio di Draghi è abbastanza vicino al presidente della Bce. La posizione più radicale è invece quella del presidente della Bundesbank e di alcuni esponenti conservatori del governo.

 

Se la posizione più morbida è quella della Merkel, gli spazi di dialogo sono pari a zero …

 

Non è così. Joschka Fisher, esponente della sinistra tedesca, ha ricordato che quando gli Stati hanno adottato una posizione utilitarista e di “do ut des”, alla fine della Prima Guerra Mondiale, hanno caricato sulla Germania un peso enorme del debito che poi portò a Weimar e al nazismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la comunità internazionale ha rinunciato a questa strada, decidendo di scegliere una logica che andava oltre, basata sul piano Marshall e sul condono del debito. E’ bene che la Germania si ricordi di questo e adotti a sua volta lo stesso atteggiamento nei confronti della Grecia e dei Paesi del Sud dell’Europa.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.